Google lancia la sfida a Whastapp con Allo

Whatsapp è oggi il leader incontrastato delle app di messaggistica istantanea, ma Google prova a sfidare la società di proprietà di Zuckerberg. Allo è il nome della nuova applicazione, che negli Stati Uniti è già stata scaricata sugli smartphone di oltre dieci milioni di utenti.

Al momento, l’applicazione è disponibile per Android e iOs, ma non è ancora disponibile una versione italiana. Nel nostro Paese è possibile scaricarla solo con le funzionalità in lingua inglese.

Le due grandi novità di Allo sono sono le Smart Replies e la Whisper Shout. Il primo è un sistema di risposte automatica che saranno suggerite dall’intelligenza artificiale del programma, basandosi sulle abitudini di scrittura dell’utente. La seconda funzionalità  ingrandisce o rimpicciolisce il messaggio inviato, in base al tono della conversazione.

Allo sarebbe in questo modo più avanzato di Whatsapp, modificando le modalità della chat, che diventa intelligente.

Allo e i problemi di Privacy

Queste nuove funzioni funzione, però, presentano grossi problemi dal punto di vista della privacy dell’utente. Il sistema di apprendimento di Allo, infatti, necessita di una gran quantità di dati che sarebbero condivisi senza criptazione end-to-end. In questo modo, senza criptazione, resterebbero a disposizione di Google, che avrebbe accesso a tutto ciò che scriviamo.

La rinuncia alla riservatezza delle nostre conversazioni è infatti necessaria al necessario al processo di apprendimento intelligente di Google Assistant. Per preservare la propria privacy, l’utente dovrebbe manualmente cancellare ogni conversazione o passare alla modalità in incognito.

In questo modo si ovvia al problema della privacy, rinunciando però alla funzione di Risposta Intelligente. L’intelligenza artificiale su cui si basa la Smart Replies, infatti, necessita di una grande quantità di dati per poter suggerire le risposte migliori.

Il problema non è così piccolo come potrebbe sembrare, sopratutto pensando alle recenti polemiche sulla privacy di Whatsapp. I messaggi nostri e dei nostri contatti resterebbero a disposizione degli algoritmi di Google, che li potrà usare così a proprio piacimento e perfino consegnare alle autorità.

Commenta l'articolo con Facebook

News Correlate