Sciopero generale: disordini e contestazioni

E’ cominciato stamattina alle 9 e terminerà alle 17 lo sciopero generale nazionale di Cgil e Uil contro le politiche economiche del governo. In totale in tutta Italia le manifestazioni sono state 54.

Disagi per i pendolari visto che sono rimasti fermi circa il 50% dei treni e degli aerei e circa il 70% degli autobus.

Momenti di tensione e scontri durante i cortei.

A Bologna i due principali cortei studenteschi hanno sfilato contro la Buona scuola e il Jobs Act del Governo Renzi. Durante la manifestazione sono state lanciate uova e secchi di letame davanti all’Unep (Ufficio notificazioni esecuzioni e protesti) e alcuni studenti hanno imbrattano banche, agenzie lavoro uffici giudiziari, sedi di partito.

A Roma chiuse tutte e tre le metro e lunghe attese alle fermate degli autobus. I cinque cortei hanno mandato il tilt il traffico cittadino. Nei pressi del Policlinico Umberto I le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti davanti al palazzo occupato dai Movimenti per la casa. In tenuta antisommossa, hanno respinto i dimostranti che si erano radunati all’esterno verso la piazza, mentre dall’interno dell’edificio gli occupanti hanno lanciato in strada diverse bombe carta.

A Milano si sono verificati momenti di tensione quando il corteo dello sciopero sociale è arrivato in piazza Duca d’Aosta davanti al Pirellone, sede del consiglio regionale. Sono stati fatti esplodere alcuni petardi e lacrimogeni. La polizia ha caricato i manifestanti con i manganelli.

A Torino erano in migliaia i lavoratori metalmeccanici che hanno partecipato alla manifestazione di Cgil e Uil. Nella città si sono registrati forti momenti di tensione. I manifestanti hanno lanciato uova e pietre contro alcuni funzionari della questura.
Al momento le persone fermate per gli scontri avvenuti tra autonomi e polizia sono 9. A renderlo noto la Questura che sta valutando la loro posizione.

Il messaggio che Susanna Camusso, leader della Cgil, lancia al Governo è molto chiaro

“Non ci pieghiamo!”

“Non si cambia un Paese se non lo si fa con i lavoratori altrimenti succede che ci si trova in brutta compagnia come quelle che emergono dalle cronache”

La stessa va all’attacco e a Renzi fa sapere che a “tirare dritto” non sarà solo il governo.

Sugli scioperi è intervenuto il ministro del lavoro Giuliano Poletti che ha commentato lo sciopero sottolineando l’importanza di ascoltare la piazza

“Siamo intenzionati ad andare avanti con l’attuazione delle riforme. L’Unione europea ci chiede di essere coerenti con i nostri impegni”

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