“10 MINUTI” è il brit-rock provocatorio ed ironico di MANUEL RINALDI
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Dal 19 novembre è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “10 MINUTI” il nuovo disco del cantautore emiliano MANUEL RINALDI che si presenta sul mercato discografico con un disco delle sonorità brit-rock e con dei testi provocatori e ironici, che parlano d’amore, di disincanto ed ambizione. La produzione artistica di 10 MINUTI è curata da Fabio Ferraboschi (bassista de “i Rio” )e vanta anche la collaborazione alle chitarre di Cris Maramotti (ex chitarrista di Piero Pelù). L’album è stato anticipato dal primo singolo “Cioccolata” attualmente in rotazione radiofonica.
Come è nato “10 MINUTI” e di cosa parla?
“10 MINUTI” nasce dopo un periodo di riflessione in cui “cercavo la mia strada” . Si tratta di un disco che ho fortemente voluto e che racchiude degli spaccati di vita, pensieri e riflessioni. La ricerca delle sonorità brit-rock e i testi che miscelano in giuste dosi provocazione, ironia, amore, leggerezza, disincanto, ambizione fanno di 10 minuti un album che arriva diretto al pubblico che ascolta senza fare della finta retorica. Il concept è che dico le cose come stanno, le canto senza veli, a volte ironizzo, a volte provoco ma…dico la verità.
In quanto tempo è stato realizzato?
Le canzoni sono nate in 10 minuti (in realtà un po’ di più), nel senso che uscivano come se fossero già state scritte. La produzione e la realizzazione, considerando i vari cambiamenti che ho affrontato, è durata più di 1 anno.
Il disco è stato anticipato dal brano “Cioccolata” perchè questa scelta?
Cioccolata è quel brano che ha tutte le caratteristiche radiofoniche per essere un singolo. Il sound e il sapore può essere alla portata di chiunque. E’ ruvido ma allo stesso tempo “dolce”, può sembrare leggero ma in realtà è provocatorio e ironico, ti lascia quell’alone di riflessione che incuriosisce…ha il giusto concentrato di energia per arrivare diritto all’ascoltatore.
In “10Minuti” la produzione artistica è curata da Fabio Ferraboschi e le chitarre da Cris Maramotti. Come sono nate queste collaborazioni?
Fabio l’ho conosciuto nel 2001 quando, con la band “Pupilla”, firmai un contratto discografico con la EMI. Da lui, al “Busker studio”, registrammo i1 singolo e poi ci siamo persi di vista. Le registrazioni di 10 minuti sono iniziate nel 2013, ma lavoravo con persone che non mi soddisfacevano per ciò che io avevo in mente, ovvero, il sound non era quello che volevo, sentivo che c’era qualcosa che non andava. Così ho fermato la produzione e ho cercato chi poteva entrare nelle mie “frequenze”. Ho parlato con Cris Maramotti (che poi suonò le chitarre nell’album), abbiamo discusso su chi potesse essere la persona giusta per registrare l’album ed è venuto di nuovo fuori il nome di Ferraboschi. L’ho contattato, ci siamo incontrati e da subito c’è stata una gran intesa. Abbiamo cominciato a lavorare e, giorno dopo giorno i brani prendevano forma nelle dimensioni che volevo e Bronski (è così che si fa chiamare Fabio) è riuscito a dare un valore aggiunto all’album, così come Maramotti alle chitarre.Cris lo conosco da sempre, è stato ed è il mio maestro di chitarra ormai da 20 anni e conosco il suo talento. Anche con lui ci siamo persi di vista per un po’ di tempo. Quando ho fermato la produzione del disco e “buttato via” le chitarre che erano state registrate, ho chiamato Cris, dicendogli che volevo lui e il suo suono in questo album. Ha accettato e sono fiero che abbia suonato in questo progetto.
L’album vanta sonorità brit-rock frutto sicuramente della tua permanenza in Inghilterra. Cosa puoi dirci in merito?
L’Inghilterra ha contribuito semplicemente a indicarmi la direzione da prendere e a aprirmi gli occhi su quello che sarebbe dovuto essere il mio percorso artistico. Ha chiuso un ciclo e ne ha aperto un altro, mi ha fatto capire qual è il mio mondo. In Inghilterra ho respirato la libertà di esprimermi senza troppi pregiudizi, sia dal punto di vista artistico sia nella vita quotidiana, mi ha fatto focalizzare su quello che sono realmente, mi sono spogliato e sono ritornato me stesso. Per non parlare del punto di vista musicale, praticamente lì mi si è aperto un mondo e quando ho fatto “il pieno” di contaminazioni me le sono portate con me in Italia e ho scritto il mio disco “10 MINUTI” .
Hai dichiarato che questo album è “provocatorio, vero e a volte ironico”. Come nascono le tue canzoni?
Le mie chitarre sono sempre a portata di mano in casa mia così, in un momento non definito della giornata, ne prendo in mano una e comincio a strimpellare accordi senza un filo logico. Così nascono le mie canzoni, senza un momento definito…suono e quando trovo i “giri” di accordi che mi emozionano comincio a lavorarci, poi arriva il testo che accompagna la musica e la canzone nasce, il tutto da una chitarra e la mia voce. Quello che mi emoziona lo scrivo, un concetto, un momento di vita, una riflessione, un pensiero, l’importante è che quando ci penso mi dia emozioni, quindi è tutto reale e non c’è nulla da nascondere, mi piace dire le cose in faccia e le dico a modo mio. In questo disco, c’è anche la collaborazione di Stefano Leonardi come autore.
Sei stato il fondatore della band “Pupilla” ed oggi ti proponi da solista. In cosa ti senti cambiato a riguardo?
Lavorare con una band ti mette necessariamente in relazione con gli altri componenti, condividi qualsiasi cosa insieme, discuti sui brani, le sonorità, i live, insomma sei in una famiglia in cui spesso ci si relaziona, non sei mai solo e questo ti conforta nei momenti difficili, ma nello stesso tempo è complicato mettere insieme diverse teste, differenti modi di pensare e spesso si creano i dissapori e gli scontri. Da solista sei tu, con te stesso, a prendere le decisioni, la responsabilità è tua, la gestione della tua arte è tua, le canzoni sono tue e la musica è tua, non ci sono scappatoie. Ti prendi i meriti o i fallimenti, diventi più responsabile. Suonare in una band è un percorso, una gavetta necessaria per arrivare a esprimere a pieno i tuoi progetti. Oggi è tutto nelle mie mani e questo è estremamente eccitante.
Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
Sono cresciuto con il rock, mio padre da buon collezionista di vinile mi faceva ascoltare i grandi degli anni ’70. In Italia credo che siamo pieni di talenti…se solo li facessero emergere! Purtroppo tutto ciò che è fuori dai cliche è spesso tenuto alla larga dai grandi media e io adoro chi è fuori dai clichè. Ho ascoltato molto i vecchi dischi di Vasco, Battiato, Rino Gaetano, Battisti…più dei nostri tempi Bugo, Fabrizio Moro, Caparezza, ultimamente i Blastema, questi che ti ho nominato hanno qualcosa da dire e lo dicono a modo loro fregandosene di stare “dentro le righe” e questo mi piace. The Killers, Blur, Arctic Monkeys, Travis credo siano “nuovi” e attuali. Potrei farti un elenco infinito di quelle che sono le mie contaminazioni, aggiungo Nirvana, Ramones, Pink Floyd...basta mi fermo qui.
Quanto conta per te l’aspetto live del tuo lavoro?
Il live è la ciliegina sulla torta, è la conferma del lavoro che hai fatto. Adoro suonare dal vivo, sudare sul palco ed esprimere quello che provo senza filtri. Lì sono nudo di fronte a tutti ed è il mio show, sono io che decido e questo ha un potere incredibile. Nello stesso tempo il pubblico dà il verdetto e il potere passa a loro. E’ un meccanismo democratico, è uno scambio di potere equo. E poi un aspetto da non sottovalutare è che durante il “live” vedi in faccia le persone e percepisci quello che provano mentre suoni la tua musica, è tutto reale, vero e oggi c’è estremamente bisogno di verità.
E’ prevista una tournée di “10 MINUTI”?
Spero di sì, ma nello stesso tempo vorrei farlo nel modo corretto, nei locali e nelle situazioni che mi permettano di esprimermi a pieno. Solitamente quando un artista esce con un disco, la prima cosa che il pubblico chiede sono i live, ma i live non sono un dovere, sono un piacere e se c’è il piacere, c’è energia e le situazioni piene di energia sono irresistibili. Io voglio dei live irresistibili quindi ci vogliono le situazioni giuste. Ci sto lavorando, chissà, forse l’anno prossimo.
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Questa la tracklist del disco “10Minuti”: “Cioccolata”, “La canzone perfetta”, “Adele”, “L’alternativa”, “L’anonimato garantito”, “10minuti”, “Era migliore”, “L’ego-sistema”, “Se ci pensi” e“E continua a suonare”.
Carmen De Sio
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