Nino Marazzita padrino del vernissage di Marina Peregudova

Il giudice di Forum Nino Marazzita, avvocato 78enne riconosciuto da oltre un quarto di secolo come uno dei maggiori protagonisti delle aule giudiziarie sia in Italia che all’estero, sarà padrino del vernissage di Marina Peregudova, poliedrica pittrice cresciuta nelle severe accademie dell’Est.

Dopo i successi ottenuti nella nativa Russia e il compiacimento della critica e dell’establishment accademico con la sua prima esposizione in Italia (a Roma), l’artista sceglie Cava dei Tirreni come seconda tappa di una personale volta a far conoscere i propri lavori al grande pubblico di collezionisti ed estimatori.

La natura intesa come manifestazione dell’invisibile e del divino; raffigurata come esercizio di stile; espressa dall’alto di un cavalletto, punto di osservazione unico e privilegiato perché custode dell’anima dell’artista. Ecco lo straordinario mondo dell’artista di origine siberiane racchiuso nella personale dal titolo “Io, prima di Marish”.

La mostra, che sarà inaugurata sabato prossimo 18 giugno (alle 18) è patrocinata dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Cava de’ Tirreni (main sponsor la società di Produzione e Casting Corima) ed è organizzata dall’Associazione culturale Cosmoart – con la curatela di Augusto Ozzella e Giuliana Sarno – e con il supporto critico di Massimo Rossi Ruben e Luigi Mauta.

Al vernissage prenderanno parte anche il Sindaco di Cava dei Tirreni Enzo Servalli, l’artista Mario Ferrante ed i critici d’arte Massimo Rossi Ruben e Luigi Mauta. Grande protagonista del revisionismo estetico nel recupero degli stilemi di un tempo, Marina Peregudova (che ha irrobustito la propria formazione in Italia dove ormai vive e lavora) esporrà la tradizione per la “buona pittura” – con le sue moderne e suggestive declinazioni attraverso una selezione di opere di matrice lirico-sentimentale, correlate al tema della natura, dell’osservazione dal vivo e del paesaggismo sul limitare dell’astrazione e del simbolismo.

Grande attesa anche per l’arrivo del penalista calabrese (nato a Palmi, in provincia di Reggio Calabria) quel che si dice un “principe del Foro” o, come qualcuno simpaticamente lo chiama “il re dei penalisti”. Il delitto Pasolini, l’uccisione di Aldo Moro, lo “scandalo Sisde”, il ruolo di Francesco Pazienza nella tangentopoli milanese (è stato, tra l’altro, rappresentante legale italiano di Jean-Paul Sartre, intellettuale e filosofo francese) sono solo alcuni dei suoi processi più celebri che oggi la storia ricorda.

Una fama pluricollaudata che ha contribuito, nel tempo, a collocarlo ai vertici della top-ten del diritto internazionale. “Io prima di Marish”, ad ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico dei visitatori e cultori dell’arte fino al prossimo 10 luglio.

Marina Illiano

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