Helly Luv canta la “Revolution” contro l’Isis

Helly Luv in Medio Oriente è più famosa di Madonna, più bella di Beyoncè e più seguita di Taylor Swift.

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Un’icona pop che nel Kurdistan iracheno è simbolo della resistenza al jihadismo.

La popstar di origine iraniana è lʼidolo delle truppe peshmerga, mentre i jihadisti la definiscono “un insulto alle donne” per il suo stile di vita e l’hanno minacciata di morte mentre girava a tre chilometri dalla linea del fronte il videoclip di “Revolution” che nel 2015  ha ottenuto milioni di visualizzazioni su Youtube.

Nel video la cantante sbaragliava i jihadisti a colpi di tutina mimetica super sexy e tacchi a spillo e questo non ha fatto piacere ai miliziani di Al Baghdadi.

Nata in Iran nel 1988 durante la Guerra del Golfo a 18 anni è scappata per andare a Los Angeles e da lì l’ascesa è stata inarrestabile. Si è esibita per la Regina Elisabetta, è stata testimonial di Nike in Finlandia e ha partecipato a un film presentato a Cannes prima di tornare nella sua terra e mettere la sua musica al servizio della resistenza e della “revolution”.

Sul suo profilo Instagram, ci sono diverse foto che ritraggono Helly insieme ai rifugiati o nei campi profughi:

sotto gli hashtag #stopthewar e #peace, la cantante e attrice invoca il cessate il fuoco nei territori dilaniati dalle bombe. Nonostante le minacce ricevute, l’Isis non le fa paura: “Se pensano che mi faccia spaventare si sbagliano – ha dichiarato sempre al Corriere della Sera – I gruppi islamisti temono le donne forti perché sanno che non ci possono piegare”.

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