Dieselgate, Berlino alla Ue: richiamio i modelli Fca

Il governo di Berlino interviene a gamba tesa nel caso delle emissioni contestate dagli Stati Uniti alla Fiat Chrysler. “Le autorità italiane sapevano da mesi che Fca, nell’opinione dei nostri esperti, usava dispositivi di spegnimento illegali”, ha dichiarato in una intervista alla Bild on Sonntag, il ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt, riferendosi all’ipotesi di un uso di software irregolari per i test sulle emissioni.

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Fca – sottolinea ancora Dobrindt – si è “rifiutata di chiarire” e che la commissione Ue “deve conseguentemente garantire il richiamo” di alcuni modelli.

Eppure già venerdì il governo italiano, per bocca del viceministro Riccardo Nencini, aveva definito “incomprensibile” l’insistenza del governo tedesco viste “le risposte già ottenute dal Mit”. Dal canto suo nella stessa giornata la Commissione, attraverso un portavoce, aveva fatto sapere che si stava “esaurendo il tempo” per le autorità italiane per dare le spiegazioni richieste dalla Commissione europea sulla contestazione dell’omologazione di un modello della Fiat sollevate a settembre scorso dal ministro tedesco dei trasporti, ricordando però che “i poteri della Commissione sono limitati” perché può agire se uno Stato membro non rispetta le regole europee ma non “direttamente contro un produttore di auto. Abbiamo ripetutamente chiesto alle autorità italiane di presentare spiegazioni convincenti e stiamo esaurendo il tempo, perché vogliamo concludere molto presto il negoziato sulla compatibilità della Fiat con la legge Ue”.

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Parole che arrivano mentre il ministro Graziano Delrio spiega quanto la posizione di Fca sia diversa da quella di Volkswagen, travolta nel settembre 2015 dal suo dieselgate.

Il Ministro dei trasporti ha garantito che: “Sulle emissioni siamo severi, trasparenti. E, soprattutto, riteniamo che vadano non solo controllate a valle ma anche a monte”. Intanto secondo alcune dichiarazioni a Le Journal Du Dimanche, emergerebbe che in Francia altre case automobilistiche potrebbero essere indagate per le emissioni dei motori diesel. A spiegarlo, il ministro francese dell’Ambiente Segolene Royal, dopo che i giudici francesi hanno annunciato indagini su Renault.

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