Hotel Rigopiano: 23 i dispersi, individuata la sesta vittima

Si continua disperatamente a cercare sotto le macerie dell’Hotel Rigopiano, sul Gran Sasso pescarese, nonostante le condizioni proibitive per i soccorritori. Le ultime persone estratte vive sono quelle recuperate nella notte tra venerdì e ieri: si tratta di due donne e uomini. Secondo l’ultimo bilancio sono 11 i sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati,  mentre prima dell’individuazione della sesta vittima era salita a 24 la cifra dei dispersi, dopo che la procura di Pescara ha comunicato che “è stata segnalata da una delle persone salvate la possibile presenza all’interno della struttura, al momento dell’evento, di un ragazzo senegalese, Faye Dame, lavoratore dell’albergo, da considerare quindi nel numero dei dispersi”.

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Alle 16 in punto è stato diramato dal direttore sanitario Rossano Di Luzio, il bollettino medico sui sopravvissuti ricoverati all’ospedale di Pescara.

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La situazione dei pazienti è sostanzialmente immutata, sono tutti in buone condizioni di salute se si esclude qualche escoriazione. I 4 bambini sono nel reparto di pediatria, mentre i 5 adulti sono stati tutti trasferiti nei reparti di degenza, tranne il pasticciere di Monterotondo alle porte di Roma che è stato operato al braccio destro e potrebbe essere l’unico a non essere dimesso domani nonostante anche le sue condizioni di salute siano buoneSi parla però anche di ferite psicologiche dopo che con il passare delle ore emergono i racconti di quelle ore terribili. 

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Per gli uomini impegnati nelle ricerche, il fatto che non si sentano voci non vuol dire che sotto l’accumulo di neve e detriti qualcuno degli occupanti dell’albergo non sia riuscito a mettersi in salvo, come ha confermato Luca Verna direttore dei soccorsi

Ieri però l’hotel ha restituito solo morti: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell’albergo e di un cameriere, si sono aggiunti quelli di Nadia Acconciamessa e Sebastiano Di Carlo, genitori del piccolo Edoardo, che si è salvato ed è dunque rimasto orfano, e Barbara Nobilio, che era in vacanza con il marito, di cui non si hanno ancora notizie.

I soccorritori, a 1.200 metri d’altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: la pioggia mista a neve ha reso ancora più pesante l’ammasso che ha sommerso l’hotel ed il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque. 

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