Immigrazione: firmato memorandum con la Libia, oggi vertice a Malta
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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 02-02-2017 Roma Palazzo Chigi. Paolo Gentiloni e Fayez al-Sarraj firmano un protocollo di intesa sull'immigrazione Nella foto Paolo Gentiloni, Fayez al-Sarraj Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 02-02-2017 Rome (Italy) Palazzo Chigi. Paolo Gentiloni and Fayez al-Sarraj signing a bilateral agreement on immigration In the pic Paolo Gentiloni, Fayez al-Sarraj
In attesa della dichiarazione politica con la quale i leader europei proveranno finalmente da Malta ad aiutare l’Italia nella crisi dei migranti che la investe dal 2014, ieri è stato siglato l’accordo tra il nostro Paese e il leader libico riconosciuto dall’Onu Fayez al Serraj che però sottolinea: “Non consentiremo l’ingresso della missione navale europea Sophia nelle nostre acque. Vogliamo un comando unico congiunto per ammodernare la flotta libica perché possa svolgere il suo ruolo”.

Sviluppo, contrasto all’immigrazione illegale, traffico di esseri umani, contrabbando e rafforzamento della sicurezza delle frontiere.
Sono i punti chiave del documento firmato ieri a palazzo Chigi dal premier Paolo Gentiloni.
Il documento, composto da otto articoli, prevede, da parte del nostro Paese l’impegno a sostenere e finanziare programmi di crescita nelle regioni colpite dal fenomeno dell’immigrazione illegale in diversi settori e a fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l’irregolarità. In cambio, la Libia si impegna ad arginare i flussi clandestini.
“Oggi è una giornata importante nei rapporti tra l’Italia e la Libia. Innanzitutto perché si conferma un’amicizia, una collaborazione che già si è manifestata in questi mesi attraverso l’impegno del governo italiano in diversi fronti”, ha detto il presidente del consiglio italiano.

La firma dell’accordo è arrivata al termine di una giornata durante la quale anche il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, al termine di un incontro a Bruxelles con il primo ministro libico, aveva mostrato di non avere dubbi: chiudere la rotta migratoria dalla Libia all’Italia si può. E anzi, secondo Donald Tusk, si deve.
Nel 2016 hanno attraversato il Canale di Sicilia 181mila migranti, la maggior parte diretti verso l’Italia dove si è registrato un aumento degli sbarchi del 18% rispetto al 2015. Il 90% dei barconi è partito dalla Libia su una rotta che da inizio decennio ha visto morire in mare 13 mila persone.
