11/04/2021

ART News

Le Notizie in Tempo Reale

A 12 anni dal terremoto de L’Aquila. Il sindaco: “Dobbiamo fare ricorso alla nostra forza interiore di gente di montagna”

2 min read

Nel 2009 una serie di eventi sismici, che erano iniziati già nel dicembre dell’anno prima, devastarono il centro Italia. Il 6 aprile alle ore 3:32 a L’Aquila vi fu una delle scosse principali che causò la morte di 309 persone, oltre 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati. Oggi a 12 anni di distanza da quel tragico evento un braciere è stato acceso a simboleggiare quel giorno di dolore e le campane della Chiesa di Santa Maria del Suffragio hanno eseguito 309 rintocchi in memoria delle vittime.

Da Piazza Duomo, quasi deserta, si è alzato un fascio di luce: una commemorazione quella di quest’anno molto limitata a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di coronavirus. E’ stata infatti annullata la tradizionale fiaccolata per le vie del centro come era già avvenuto l’anno scorso ma non è di certo mancata la commozione degli abitanti. Erano presenti il sindaco, Pierluigi Biondi, il sindaco di Cugnoli (Pescara), Lanfranco Chiola, in rappresentanza dei Comuni del cratere, il prefetto Cinzia Torraco e l’arcivescovo, cardinale Giuseppe Petrocchi.

Le parole del sindaco Biondi alla fine della messa: “I nostri cari, sacrificati sotto le macerie, sono diventati parte di noi, testimoni in un dialogo tra anime di una visione della vita che attraverso la forza del lutto, dell’emozione che scaturisce dal dolore, produce la speranza di apertura al futuro. Ancora una volta, dopo il 6 aprile di 12 anni fa, oggi dobbiamo fare ricorso alla nostra forza interiore di gente di montagna. Dobbiamo reimparare a vivere nella normalità. Il dolore non ferisce soltanto ma stimola le nostre risorse più profonde per affrontarlo e viverlo all’altezza di una dignità umana che la storia continua a riscattare tra le pieghe di avvenimenti carichi di orrori ma anche che successi e rinascita”.

Anche il cardinale Petrocchi ha ricordato non solo le vittime del sisma ma anche quelle della pandemia. “Dopo la calamità del terremoto 2009, con le sue repliche del 2016 e 2017, si è abbattuta nel nostro territorio l’emergenza pandemica. Preghiamo per i deceduti a causa dell’epidemia, per quanti hanno contratto il contagio e per le loro famiglie. Esprimiamo profonda partecipazione a coloro che hanno subìto danni professionali e relazionali: nessuno è escluso dal nostro abbraccio fraterno”.