11/04/2021

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Addio al dj Claudio Coccoluto, re della house music e del clubbing

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Il mondo della notte, della disco e del clubbing perde uno dei suoi miti. Claudio Coccoluto ci ha lasciati a soli 58 anni. L’artista, originario di Gaeta, in provincia di Latina, si è spento dopo una lunga malattia, alle 4.30 di stamattina nella sua casa di Cassino, accanto alla moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia. Proprio nella giornata di ieri il Comune di Cassino aveva annunciato la realizzazione di un murale dedicato all’artista scomparso.

Coccoluto ha fatto ballare milioni di persone in tutto il mondo, ma il suo curriculum artistico è davvero stratosferico. Nel mondo del clubbing approda negli anni Ottanta senza più uscirci: da lì diventa la sua professione, affermandosi come uno dei dj di musica house più conosciuti in Italia e a livello internazionale. E’ stato il primo Dj europeo a suonare al Sound Factory Bar di New York. Dal 1990 Coccoluto ha realizzato diverse produzioni. L’ultima pubblicazione è stata a giugno 2008 con l’album Imusic Selection5 – Vynil Heart, raccolta di 14 tracce realizzata in un’unica sequenza di vinili ed effetti mixati a mano libera come in un club. Tra le sue produzioni ‘Do It Whitout Thinkin’, ‘Afromarslight’, ‘Mind Melody 3.0′. Ha lavorato anche per Radio Deejay con il suo programma C.O.C.C.O. nel quale propone dj set e in diretta mixa e interagisce con gli ascoltatori.

Durante il lockdown, è stato tra i più attivi nel sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulle difficoltà del mondo dei club: “chi fa clubbing è un volano culturale per i movimenti giovanili, finora l’approccio delle istituzioni è stato riduttivo. Sia il governo, sia il Mibact ancora non definiscono un ruolo definitivo per questo comparto, nonostante muova un indotto enorme. La mancanza di interesse e di sussidi crea una condizione pericolosa, i professionisti dovrebbero arrivare vivi a un’ipotetica data di riapertura che nessuno ancora conosce, mentre devono pagare l’affitto, le bollette” aveva detto a maggio 2020 in un’intervista.

Il socio Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, con cui aveva fondato il Goa di Roma lo ricorda così: “Se ne va il maestro più grande e l’amico di sempre. Ha dato cultura alla musica nei club come dj e artista fuori dal coro. Sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore. Con lui se ne va una parte di me”.