28 Settembre 2020

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Affonda nave sul Mar Egeo: morti 11 migranti di cui 5 bambini

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Un’altra strage di innocenti. Continuano a partire i barconi carichi di migranti che scappano dalle loro terre, principalmente dalla Siria, per raggiungere l’Europa ma spesso non riescono ad arrivare a destinazione. Stamattina un barcone è affondato vicino all’isola greca di Farmakonissi causando la morte di almeno 11 persone, tra cui 5 bambini. 13 il numero dei dispersi. Secondo la Guardia Costiera a bordo dell’imbarcazione erano presenti circa 50 persone, 26 delle quali sono state salvate.

Il numero totale delle persone presenti nel gommone è del tutto indicativo visto che ci si basa sulle testimonianze dei sopravvissuti. Secondo la polizia portuale greca una decina di altri loro compagni sono spariti tra le onde del mare. Continuano comunque le ricerche nel sud-est dell’Egeo da parte della polizia portuale greca con l’aiuto di una pattuglia navale di Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere esterne Ue.

È appena di ieri la notizia di un altro barcone, proveniente dalla Turchia e diretto all’isola greca di Chio, affondato al largo di Cesme, nella provincia di Smirne, sulla costa egea della Turchia. Questa volta il mare si è portato via sei bambini, tra cui anche un neonato.

La Fondazione “Migrantes” lancia l’accusa: “Continua una strage silenziosa nel Mediterraneo, con i morti che sono più che raddoppiati nel 2015 rispetto al 2014: da 1600 a oltre 3200. Continuano le morti di bambini, dimenticate: oltre 700 dall’inizio dell’anno”. Queste le parole del monsignor Gian Carlo Perego, direttore della fondazione.

Il direttore continua, attaccando duramente l’Europa e la sua decisione di bombardare nel medio oriente: “L’Europa che trova sempre risorse per bombardare, non trova risorse per salvare vittime innocenti. L’operazione Triton non ha saputo rafforzare il salvataggio in mare delle vite umane rispetto all’operazione italiana Mare Nostrum: una vergogna che pesa sulla coscienza europea. L’Europa sembra ora – a fronte della minaccia terroristica – giustificare i muri e la chiusura delle frontiere, oltre che il disimpegno nel creare canali umanitari che avrebbero potuto oltre che salvare vite umane, combattere il traffico degli esseri umani, una delle risorse del terrorismo”

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