22 Ottobre 2020

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Alla Festa del Cinema di Roma il documentario su Francesco Totti senza il campione, assente anche il regista François Ozon

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Sarebbero dovuti essere due giorni di celebrazioni per l’Ottavo Re di Roma, Francesco Totti, ma dopo la perdita del padre Enzo, l’ex capitano giallorosso non se l’è sentita di partecipare alla festa. E’ stato annullato l’incontro con il pubblico previsto per domani 18 ottobre e stasera il campione non era sul tappeto rosso dell’Auditorium parco della Musica per presentare il documentario a lui dedicato Mi chiamo Francesco Totti. Presente invece il regista Alex Infascelli, restano confermate tutte le proiezioni previste dalla Festa del Cinema di Roma.

Stamattina la stampa ha accolto con favore e applausi il biopic diretto dall’eclettico regista romano Alex Infascelli. Un racconto emozionante fatto in prima persona dalla voce stessa di Francesco Totti che incontriamo in uno Stadio Olimpico deserto, la sera del suo addio al calcio. Come in un flusso di coscienza torniamo indietro nel tempo, alla prima parola pronunciata “palla” e ai primi calci dati ad un pallone più grande di lui sulla spiaggia di Porto San Giorgio. Dall’infanzia ai momenti salienti della sua carriera, dal rapporto indissolubile con Roma e i romani agli affetti più cari, le speranze, le delusioni, la tenacia, i colpi di fortuna e il destino, c’è tutta la vita di Francesco Totti in questo film diretto da un non tifoso, da un non esperto di calcio che proprio per questo è riuscito ad indagare l’anima di una persona fuori dal comune, divenuta un simbolo, un’icona. Lo spunto è stata l’autobiografia Un capitano scritta dal calciatore insieme a Paolo Condò, ma poi il regista ha voluto sapere di più, ci ha raccontato in conferenza stampa: “ho messo Francesco su un divano insieme a me, con un microfono in alto che non vedevamo e un abat-jour, in questa penombra con un caffè e tre biscotti io e Francesco abbiamo incominciato a parlare e parlare e parlare…. Ci siamo immersi in questa chiacchierata che a volte seguiva un mio copione e altre volte navigava totalmente a vista e andava in luoghi assurdi della coscienza di Francesco”. Regista e protagonista hanno lavorato a stretto contatto, è stato un duetto ha detto Infascelli: “faccio una battuta, abbiamo fatto come la scena di Ghost, quando ci sono loro due che fanno la creta, eravamo un po’ quei due a un certo punto, in questa specie di momento d’amore in cui abbiamo cominciato a mettere le mani e insieme abbiamo tirato fuori questa cosa. Francesco è il mio coregista. Abbiamo lavorato da dentro, perché volevo che lui avesse occasione di raccontare se stesso, però incredibilmente raccontando se stesso racconta tutti noi”. Il documentario, infatti, è il ritratto di una generazione, che parla di calcio, sì, ma anche di Roma e dell’Italia intera. Ci sono poi alcuni riferimenti religiosi, che partono proprio dal nome Francesco. Il regista li ha spiegati così: “la figura di Cristo, in fondo, non differisce tanto da quella di Kurt Cobain o quella di Francesco Totti. Sono persone che hanno fatto in un’età molto tenere cose incredibili. Mi sento un po’ John Lennon, sto paragonando Gesù a Kurt Cobain e Totti, ma per me hanno una relazione, sono persone che hanno eliminato il proprio ego per fare qualcosa di più importante, ognuno aveva una missione. E Francesco questa cosa la sente molto”. Un film inevitabilmente autocelebrativo, ma che riesce a coinvolgere ed emozionare, romanisti e non, tifosi e non tifosi, appassionati di calcio e persone che non ne sanno nulla, perché al centro di tutto c’è la storia di un uomo. Mi chiamo Francesco Totti dopo la Festa del Cinema di Roma sarà nelle sale cinematografiche della penisola dal 19 al 21 ottobre, dal 19 novembre arriverà su Sky e successivamente passerà sulla Rai.

Oltre a Francesco Totti la Festa del Cinema di Roma oggi ha dovuto rinunciare anche ad un altro asso da 90, il regista francese François Ozon rimasto bloccato in patria per le restrizioni anti-covid, è stato annullato l’incontro con il pubblico di oggi pomeriggio, mentre a sfilare sul tappeto rosso per l’anteprima di Éte 85 è arrivata l’attrice Valeria Bruni Tedeschi. Un mélo riuscito che racconta l’amicizia di due adolescenti nell’estate del 1985 in Normandia, dopo che uno dei due è stato salvato dall’annegamento dal gesto eroico dell’altro.

Parlando di defezioni, domani un altro ospite non ci sarà alla Festa del Cinema, si tratta dell’attore Vincent Cassel che avrebbe dovuto presentare il film The Specials insieme all’altro protagonista Reda Kateb e ai registi Éric Toledano e Olivier Nakache, questi tre invece confermati per l’evento di punta della sezione Alice nella Città che apre per la prima volta al cinema l’auditorium della Nuvola di Fuksas. L’ultima commedia dei registi di Quasi Amici è un buddy movie che parla del sociale in modo delicato e divertente.
Tra gli eventi di domani alla Nuvola anche la proiezione de I predatori, opera prima di Pietro Castellitto che accompagnerà il film insieme a gran parte del cast.