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Allarme Ocse: ‘populismi e protezionismo pesano sulla crescita Ue’

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Allarme dell’Ocse nell’ultimo rapporto sulla zona euro a proposito dei rischi che pesano sulle prospettive di crescita. “Un evento politico negativo come l’ascesa di partiti populisti in alcuni alcuni Paesi dell’area euro, associato all’architettura incompiuta dell’Eurozona, potrebbe portare ad un ripido aumento della ridenominazione del rischio e alla perdita di accesso al mercato per alcuni debiti sovrani della zona euro”. Anche l’aumento di misure protezioniste è segnalato tra i rischi, nel rapporto.

“Una più rapida soluzione sull’alto livello di crediti deteriorati in diversi Paesi sarebbe cruciale per facilitare lo sviluppo del credito e la trasmissione della politica monetaria. Anche se in discesa, sono sempre alti in alcuni Paesi colpiti dalla crisi. In Italia al momento sono più alti che in Irlanda”. “Un’accelerazione della soluzione agli npl è la chiave per espandere il credito bancario”, visto che l’alto livello è ancora un “problema per la stabilità finanziaria”.

“Le tensioni sul commercio minacciano di rallentare, se non di deragliare, l’economia, dobbiamo esserne consapevoli e raccomandiamo di risolvere il problema nei forum multilaterali”, ha poi affermato Angel Gurria, il segretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rispondendo alle domande degli eurodeputati. Gurria ha spiegato che esiste un “forum istituzionale” creato dal G20 proprio sull’acciaio, ed è lì che “possiamo affrontare la sostanza del problema”, cioè il fatto che abbiamo “troppo acciaio”, e non le sue “manifestazioni”, cioè dazi e misure di risposta ai dazi. Per il segretario immigrazione, investimenti, clima e commercio sono temi “multilaterali per definizione” e l’unica soluzione è a quei livelli.

Secondo l’Ocse l’Eurozona sta crescendo in modo “robusto” e i Paesi dovrebbero approfittare dell’espansione per “migliorare la loro posizione di bilancio”. In particolare, quelli ad alto debito “dovrebbero assicurarne una discesa significativa”, consapevoli che “il consolidamento di bilancio è desiderabile quando i tempi sono buoni”. Bisognerebbe anche semplificare le regole del Patto, “mantenendo la necessaria flessibilità per tenere in considerazione la situazione economica”.

Quindi l’invito a procedere con la “condivisione del rischio necessaria per una Unione monetaria sostenibile e resiliente”, e a ridurre i crediti deteriorati per “aumentare credito e investimenti”. Inoltre, l’Ocse chiede di completare l’Unione bancaria, creando subito un “backstop” per il fondo salva-banche, e di trovare un accordo sullo schema di assicurazione comune dei depositi. E per allentare il legame potenzialmente dannoso tra banche e debito sovrano, propone di introdurre “tariffe” che aumentano con il grado di concentrazione di titoli nei portafogli delle banche.

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