29/11/2021

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Aperta una terza inchiesta sulla morte di Marco Pantani, scomparso il 14 febbraio del 2004

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La morte di Marco Pantani ancora avvolta nel mistero. Il Pirata è stato trovato morto nel Residence Le Rose a Rimini il 14 febbraio del 2004, e da allora le ipotesi si sono rincorse, anche dopo due inchieste. Adesso è il momento di un terzo capitolo, una terza inchiesta che cercherà di fare luce sulla causa della morte del ciclista.

La terza indagine sulla morte di Pantani nasce dalle parole riportate nel 2019 da Fabio Miradossa, che forniva la cocaina a Pantani: “Marco è stato ucciso”. Del caso si è occupata anche la Commissione Antimafia dopo le parole di Miradossa e quelle, in precedenza, di Renato Vallanzasca, che riportò alla luce quanto detto in carcere da esponenti della criminalità organizzata vicini alla camorra sull’esclusione per ematocrito alto di Pantani dal Giro 1999, stravinto, a due tappe dalla fine. In quell’occasione, la Procura ritenne “credibile” l’ipotesi che alcune persone legate alla camorra fossero coinvolte nella vicenda del prelievo di sangue di Marco Pantani, sostituendo il campione con un altro contaminato per farlo squalificare e pilotare le scommesse sportive clandestine.

Le prime indagini e i primi verdetti. Secondo le versioni ufficiali delle due inchieste precedenti, 2004 e 2014, confermate anche da altrettanti decisioni della Corte di Cassazione, lo scalatore romagnolo di Cesenatico è morto per overdose di cocaina, ma la famiglia non ha mai creduto a queste ipotesi. Ora la famiglia si è affidata ad un altro avvocato, Fiorenzo Alessi di Rimini, molto noto nel mondo del ciclismo perché aveva difeso Riccardo Riccò nelle inchieste sportive e giudiziarie per fatti di doping.