09/12/2022

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Assegnato ad Annie Ernaux il Nobel per la letteratura 2022

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Assegnato ad Annie Ernaux il Premio Nobel per la Letteratura 2022 è stato assegnato dall’Accademia di Stoccolma. Nelle motivazioni dell’Accademia di Stoccolma, si legge che il riconoscimento è andato alla scrittrice francese “per il coraggio e l’acutezza clinica con la quale scopre le radici, gli allontanamenti e i vincoli collettivi di memorie personali”. E poi ancora: “Nei suoi libri, la Ernaux in modo coerente e da diverse angolazioni, esamina una vita segnata da forti disparità di genere, lingua e classe. Il suo percorso verso la professione di scrittrice è stato lungo e arduo”.

Quasi 50 anni di libri. Nata nel 1940 a Lillebonne in Normandia, la Ernaux pubblica la sua prima opera “Gli armadi vuoti” nel 1974, e fa parte di una trilogia di romanzi autobiografici che comprende anche “Ce qu’ils disent ou rien” del 1977 e “La donna gelata” del 1981. Tra i temi affrontati l’aborto, la solitudine e la disillusione e la monotonia del matrimonio incarnando lo stereotipo della casalinga perfetta negli anni sessanta. Nei lavori successivi si allontana dal genere autobiografico alternando diversi stili, dalla prosa narrativa alla diaristica passando per l’etnografica. Il suo romanzo più famoso, “Gli anni” pubblicato nel 2008, ha vinto numerosi riconoscimenti, compreso il Premio Strega europeo 2016.

A proposito de “Gli anni” la scrittrice, in una recente intervista ha dichiarato: “Il motivo che mi ha spinta a scrivere ‘Gli anni’ non era quello di lottare contro l’imposizione dello sguardo maschile, ma di mostrare come lo scorrere del tempo fosse percepito dalle donne in modo del tutto diverso rispetto agli uomini. Racconto la storia della Francia dagli anni quaranta fino ai giorni nostri, filtrata dalla sensibilità femminile: se lo avessi scritto secondo la visione maschile, di sicuro il risultato finale del libro sarebbe stato molto diverso”. Aggiunge ancora la Ernaux: “Ne ‘Gli anni’ insisto sulle metamorfosi che le donne hanno subito, sugli eventi che le hanno cambiate: ripenso alle donne degli anni cinquanta, ripenso a mia madre paragonandola alla donna che sono oggi, alla donna del tutto diversa dal passato che sono diventata. Al centro del libro infatti vi è proprio questa evoluzione della donna nel tempo, in un confronto inesauribile fra ciò che era e ciò che è, fra il passato e il presente”.

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