1 Ottobre 2020

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Attacco chimico in Siria: Mosca difende Damasco, che respinge le accuse. Oggi Consiglio di Sicurezza Onu

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Non c’è tregua nella regione nord-ovest della Siria, già duramente colpita ieri dal presunto attacco chimico attribuito alle forze governative, e bersaglio nelle ultime ore di nuovi raid aerei. Non si hanno ancora bilanci esatti dei nuovi bombardamenti ma sale intanto a 72 (di cui 20 bambini e 17 donne) il numero delle vittime dell’attacco compiuto ieri con agenti tossici su Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib.

Arrivano intanto le prime conferme scientifiche che si sia trattato proprio di un attacco chimico. Le analisi mediche sono state eseguite dai medici turchi sui feriti ricoverati negli ospedali di Gaziantep, nel sud-est della Turchia. “Le invieremo all‘Organizzazione mondiale della sanità” ha fatto sapere il ministro della Salute turco, Recep Akdag in merito alle ipotesi dell’utilizzo di gas sarin.

Intanto il Ministero della Difesa russo nega l’ipotesi che il regime di Damasco abbia volutamente eseguito un tale attacco chimico e afferma che è più probabile gli agenti tossici siano stati sprigionati da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano. Mosca avvalora la sua tesi specificando che le armi chimiche emesse ieri sono le stesse utilizzate in precedenza dai ribelli ad Aleppo, dove infatti si erano riscontrati sintomi simili a quelli osservati ieri tra le vittime e i feriti di Khan Sheikhoun.

Respinge ogni accusa anche lo stesso governo di Bashar al Assad, che attraverso un comunicato diffuso dall’Agenzia Governativa Sana assicura di non essere in possesso di questo tipo di armi e che in ogni caso non verrebbe usato in nessun luogo e in nessun momento. Il comando generale delle forze armate siriane quindi “smentisce categoricamente” di avere compiuto un attacco chimico a Khan Sheikhun e “ritiene responsabili per l’uso di sostanze chimiche e tossiche i gruppi terroristi e i loro seguaci”. Questo quanto si legge nella nota.

Numerose le dichiarazioni di condanna da parte dei leader internazionali. Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito un tale attacco disumano è inaccettabile. La Casa Bianca non ha dubbi sulla diretta responsabilità dell’attacco chimico da parte del governo di Bashar al Assad: “L’attacco chimico contro degli innocenti in Siria è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato” ha dichiarato il Presidente americano Donald Trump, che attacca anche l’amministrazione di Barack Obama, per non aver agito contro Damasco per l’uso di armi chimiche in passato. Il Ministro degli Esteri Angelino Alfano ha assicurato che l’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu in programma per oggi nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili della strage di ieri.

Alle dichiarazioni che si stanno susseguendo da parte dei vari Capi di Stato e delle Nazioni Unite si aggiungono oggi anche quelle di Papa Francesco. “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria” ha detto il Pontefice, che ha definito deplorevole e inaccettabile la strage avvenuta ieri e si appella alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché pongano fine a quanto sta accadendo nel Paese.

Intanto Stati Uniti, Francia e Regno Unito hanno chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite un’indagine completa su quanto accaduto e hanno presentato una proposta di risoluzione che condanni come crimine di guerra l’attacco chimico nella provincia di Idlib. L’incontro, convocato d’urgenza, si riunisce oggi alle 10, (le 16 in Italia).