Aviaria cresce la preoccupazione e il ministero della Salute rafforza la sorveglianza
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Sale la preoccupazione internazionale per la nuova ondata di aviaria. Dopo l’allarme lanciato dall’Oms in Sud America, cresce anche nel nostro Paese la circolazione del virus H5N1 fra gli uccelli selvatici, con il rischio che questi possano trasmetterlo agli allevamenti di polli. Questa la situazione eveidenziata dal Centro di referenza nazionale ed europeo per l’influenza aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. L’Oms e il Woah hanno invitato tutti i Paesi a innalzare il livello di allerta non potendo escludere una nuova pandemia di influenza nella popolazione umana sostenuta da un virus di origine aviarie.
Dal ministero della Salute si sottolinea la necessità di rafforzare la sorveglianza dei volatili selvatici e l’applicazione delle misure di biosicurezza negli allevamenti avicoli, ma cresce l’attenzione anche verso i mammiferi. L’attenzione è stata elevata dopo il salto di specie nei visoni allevati che ha messo in allerta le autorità sanitarie per eventuali mutazioni del virus H5N1 che potrebbe completare il passaggio dai mammiferi all’uomo.
Rassicurazioni dalla filiera: “Nessun focolaio in Italia”. Secondo Unaitalia, associazione delle imprese della filiera avicola italiana che guarda con favore alla vaccinazione: “non ci sono focolai di aviaria negli allevamenti italiani, ma vista l’alta circolazione nelle specie selvatiche restiamo quotidianamente in contatto con le autorità veterinarie regionali e del ministero della Salute”. Lo direttrice Lara Sanfrancesco, ha poi precisato: “Abbiamo avviato le misure del sistema di biosicurezza: mezzi di trasporto sanificati e ad esempio chiunque entri negli allevamenti professionali deve avere calzari e tute disinfettati e usa e getta”.
