Bilaterale Trump – Erdogan: “Vogliamo risolvere la situazione Gaza. Accordo vicino”
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Si è svolto oggi alla Casa Binaca il bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello turco Recep Tayyip Erdogan. Il presidente americano lo ha accolto all’ingresso con una stretta di mano, e ai giornalisti che chiedevano se avrebbero discusso di F-35, ha risposto: “Lo scoprirete”.
Tra gli argomenti trattati il conflitto in Medio Oriente: “Vogliamo risolvere la situazione Gaza. Ho avuto un ottimo incontro con i leader della regione, e penso che siamo vicini a chiudere una qualche sorta di accordo. Vogliamo far tornare gli ostaggi”, ha detto il presidente americano. Gli ha fatto eco Erdogan affermando: “Credo che insieme, a stretto contatto, Turchia e Stati Uniti risolveranno i problemi nella regione. Credo che il nostro incontro contribuirà a porre fine a guerre e conflitti nella nostra regione nel contesto della nostra visione condivisa di una pace globale e rafforzerà ulteriormente la cooperazione tra i nostri Paesi”.
Parlando poi della guerra in Ucraina Trump ha lanciato l’ennesimo appello a Putin: “Sono molto deluso da Putin. Ha combattuto a lungo e duramente, perdendo un milione di soldati, e senza praticamente guadagnare terreno nonostante i pesanti bombardamenti”. E ancora: “Non chiamerei mai nessuno una ‘tigre di carta’, ma la Russia ha speso milioni di milioni di dollari in bombe, missili munizioni e vite, le loro vite. Senza guadagnare virtualmente alcun terreno. Direi che è ora di fermarsi”.
Trump ha poi elogiato Erdogan per il suo ruolo nella guerra civile siriana: “Il presidente Erdogan è il responsabile del successo della lotta che ha liberato la Siria dal suo precedente leader (Bashar al-Assad, ndr). Ma non se ne assume la responsabilità”. Prima di concludere il tycoon ha aggiunto: “Gli ho detto di prendersi il merito. Ha cercato di conquistare la Siria per 2.000 anni. Ora l’ha conquistata, ma non vuole prendersi il merito. Penso che faremo un grande annuncio oggi”.
Trump ha parlato anche del rapporto che lo lega proprio a Erdogan e ha specificato di una nuova fase nelle relazioni tra la Turchia e gli Stati Uniti che potrebbe avere un impatto diretto anche sull’economia. Trump si è detto infatti pronto a revocare “quasi immediatamente” le sanzioni statunitensi contro il settore della difesa turco. Nel 2020 gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni alla Turchia, loro alleata nella Nato, a causa dell’acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa antiaerea russo S-400.
