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Bollette, allarme di Confindustria: “Rischio stangata”

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Il Centro studi di Confindustria registra i primi impatti della guerra in Medio Oriente tra rincari dell’energia, calo di fiducia e aspettative, rialzo dei tassi sovrani. Uno scenario cupo per l’economia scandito da una serie di segnali che tutti assieme preoccupano l’associazione di categoria.

“E’ peggiorato lo scenario – scrivono gli economisti di viale dell’Astronomia – Il prezzo del petrolio è alto, nonostante la fragile tregua nella guerra in Medio Oriente e l’impatto dello shock energetico già si legge in molti dati sull’economia italiana: cade la fiducia delle famiglie, anticipando una frenata dei consumi”.

Risalgono i tassi sovrani e si abbassano le attese sull’industria, che stava provando a risalire; frenano anche i servizi, evidenzia l’analisi congiuntura “flash” del centro studi degli industriali. “Reggono gli investimenti che nei primi tre mesi del 2026 sono ancora sostenuti dalle risorse del Pnrr”.
Rischio stangata bolletta energia per le imprese: “Nell’ipotesi che la guerra in Iran finisca a giugno, con un petrolio a 110 dollari in media annua – scrive Confindustria – e che riprendano i flussi commerciali pre-conflitto e che la capacità produttiva dei paesi del Golfo rimanga adeguata a sostenere l’offerta mondiale, le imprese manifatturiere italiane si ritroverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi di euro l’anno in più in bolletta rispetto al 2025”.
“Se invece la guerra si dovesse protrarre per tutto il 2026, con un petrolio a 140 dollari in media annua, le imprese pagherebbero 21 miliardi in più, su livelli non sostenibili per le nostre imprese” spiega il Centro studi di Confindustria nel quadro di una prima indagine, ascoltando gli imprenditori, sugli impatti della guerra subiti dalle aziende industriali italiane: tra i principali ostacoli al momento il primo è il costo dell’energia.

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