28 Settembre 2020

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Bryant, New York Times: “L’elicottero non poteva volare con la nebbia”

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Bryant, emergono nuovi dettagli relativi all’incidente che ha coinvolto il campione dei Lakers, la figlia Gianna Maria ed altre sette persone dell’equipaggio. Secondo quanto riportato dal New York Times, la compagnia di charter di cui faceva parte l’elicottero non aveva la certificazione per volare, in condizioni di scarsa visibilità. Secondo fonti del quotidiano statunitense, infatti, l’Island Express Helicopters, che possedeva il Sikorsky S-76B, aveva la certificazione solo per operare secondo le regole del volo visivo, il che significa che i piloti devono essere in grado di vedere chiaramente all’esterno dell’aeromobile alla luce del giorno.

NESSUNA AUTORITÀ LEGALE- Il pilota, anche lui deceduto nello schianto, aveva la licenza per il volo strumentale, ma non avrebbe avuto l’autorità legale per quel volo specifico, dato che la compagnia di charter non aveva la necessaria certificazione emessa dalla Federal Aviation Administration.

IL DOLORE DELLA MOGLIE VANESSA-  Il dolore è ovviamente implacabile per la moglie Vanessa che qualche giorno fa ha affidato ad Instagram un pensiero di ringraziamento nei confronti di tutte le persone che in questi giorni le sono state vicino, anche da lontano: “Io e le mie ragazze vogliamo ringraziare milioni di persone che ci hanno mostrato sostegno e amore in questo orribile periodo. Grazie per tutte le vostre preghiere, ne abbiamo sicuramente bisogno. Siamo completamente devastate dall’improvvisa perdita del mio adorato marito Kobe, il meraviglioso padre delle nostre figlie, e della mia bella e dolce Gianna, una figlia amorevole, premurosa e meravigliosa, sorella straordinaria di Natalia, Bianka e Capri. Siamo anche devastate per le famiglie che hanno perso i loro cari domenica e condividiamo intimamente il loro dolore”.