Bufera Volkswagen. La Francia: “Serve un’inchiesta europea”

Alla luce dello scandalo che ha travolto Volkswagen dopo che l’ad Martin Winterkorn ha ammesso l’uso dei software per aggirare le leggi antismog negli Usa, Francia e Germania chiedono sia fatta chiarezza.

Domani il colosso tedesco riunirà in emergenza il consiglio di sorveglianza per decidere la linea da tenere. Il ministro francese Sapin: “Serve un’inchiesta europea. Bisogna controllare tutti i costruttori, compresi quelli francesi per rassicurare i cittadini”, ha poi aggiunto. La Casa Bianca si dice “abbastanza preoccupata” per le azioni del gruppo. E mentre il governo tedesco non ha voluto commentare, in Italia Rete Consumatori ha già annunciato una class action ed il Codacons si è detto pronto ad azioni collettive e richieste di danni miliardarie, se si riscontreranno anomalie anche sul mercato italiano.

Volkswagen ammette di aver violato le norme antismog in Usa e il titolo affonda in borsa, perdendo fino al 22% sul listino di Francoforte. Si tratta del crollo più forte mai registrato dal 2008, e il costo per i soci del colosso dell’auto tedesca alla fine è di 12,9 miliardi.

L’azienda potrebbe essere chiamata a pagare fino a 18 miliardi di dollari di sanzioni (se si seguisse il criterio di dover versare 37.500 dollari per ogni auto venduta). La collaborazione mostrata da Winterkorn dovrebbe però ridurre di molto l’importo: secondo alcuni analisti Vw potrebbe essere chiamata a pagare 1 miliardo di dollari.

Da un’ultimo aggiornamento si evince che le vetture coinvolte nell’inchiesta siano 11 milioni.

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