Bulgaria al voto oggi. L’Ue teme l’ascesa dell’ex presidente Radev
1 min read
Dopo il voto in Ungheria, che ha segnato la fine dell’era di Viktor Orbán, l’Unione europea guarda ora alla Bulgaria, chiamata alle urne oggi dopo anni di instabilità politica. Queste elezioni potrebbero consegnare la vittoria all’ex presidente Rumen Radev. Secondo il ‘Poll of Polls’ di Politico, Radev e il suo movimento ‘Progressive Bulgaria’ (Pb), fondato appena un mese prima del voto, sono infatti accreditati di circa il 31% dei consensi: abbastanza per arrivare primi, ma non per governare da soli.
L’ex capo dell’aeronautica ha costruito la sua campagna su una retorica dura contro lo “stato-mafia”, promettendo di “abbattere l’oligarchia” e denunciando un sistema che “drena sistematicamente la società”.
A preoccupare Bruxelles è la possibile linea internazionale di Radev, che ha spesso adottato toni in linea con il Cremlino sulla guerra in Ucraina e ha criticato l’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, arrivando a definire l’Europa “culturalmente depersonalizzata”. Come ha sintetizzato il leader centrista Assen Vassilev, il dubbio è se Radev punti a “una Bulgaria forte in un’Europa forte” oppure a “modello Orbán” che tornerebbe a turbare i sonni e le preoccupazioni di Bruxelles per il “fianco Est”.
