29 Settembre 2020

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Caivano: uccide la sorella perché “infettata”. Attesa la convalida dell’arresto per Michele Gaglione

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E’ attesa per oggi la convalida dell’arresto di Michele Gaglione, il 30enne che a Caivano in provincia di Napoli ha causato la morte della sorella 18enne Maria Paola, speronandola mentre era in scooter con la sua compagna trans 22enne. “Volevo darle una lezione, non ucciderla”, ha detto il fratello della vittima: ora l’uomo è accusato di omicidio preterintenzionale e di violenza privata aggravata da omofobia.

Sta bene invece Ciro Migliore, il fidanzato di Maria Paola Gaglione, pestato dal fratello di lei, che stava inseguendo la coppia in scooter. Alla base di tutto, ci sarebbe il rifiuto alla relazione tra i due. Rifiuto che potrebbe avere forti connotati discriminatori: Ciro, finito anche lui in ospedale per le ferite riportate, è un uomo trans: e questo avrebbe causato forti dissapori con la famiglia di Maria Paola, tanto che il fratello di lei, avrebbe parlato ai carabinieri descrivendo la sorella come “una persona normale” finché lui non l’avrebbe “infettata”.

Ciro a parte una frattura e qualche escoriazione, se la caverà. Via social, ha mandato un messaggio alla fidanzata, con la quale oggi sarebbero stati tre anni assieme. “Amore mio.., oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione… avevo la mia vita come tu avevi la tua…ma non abbiamo mai smesso di amarci.. dopo 3 anni ti stavo vivendo ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande la mia piccola. Non posso accettarlo perché Dio non mi ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio… non riesco più a immaginare la mia vita senza te… non ci riesco. Non riesco più a dormire penso a te 24 su 24 amore mio, mi manchi, mi manchi tantissimo. Eri l’unica per me, l’unica che mi amava veramente. Non posso accettarlo ancora… non ci riesco. Mi mancano le tue carezze… mi manca quanto mi svegliavi la mattina a darmi fastidio. Mi manca tutto di te., non ho mai smesso di amarti dal primo giorno che ti ho vista.., Ti amerò sempre piccola mia”, si legge sul suo profilo Instagram.

La famiglia della vittima difende Michele: “era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa ma non l’ ha speronata, è stato un incidente”. È la versione dei fatti fornita dalla famiglia di Maria Paola e Michele Gaglione e riportata dal parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello.

La madre del giovane, invece, non si dà pace e chiede giustizia. Con un lungo post su Facebook, non esita a puntare il dito contro la famiglia della fidanzata del figlio, scrivendo: “Gli hanno fatto una trappola per ucciderli”. Poi accusa apertamente Michele Antonio “di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace”.