Calcio, a causa coronavirus i club di A vogliono congelare gli stipendi di marzo dei giocatori
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L’emergenza coronavirus scatena un nuovo tutti contro tutti nel calcio italiano, in particolare per quanto riguarda la Serie A. Nel corso di una riunione informale convocata per discutere della ripresa degli allenamenti, la Lega ha infatti deciso di sospendere il pagamento degli stipendi di marzo dei giocatori. Una proposta poi presentata formalmente alla Figc e all’Assocalciatori, il sindacato dei protagonisti del pallone. Alla riunione in videoconferenza infatti erano presenti anche il numero uno della Federcalcio Gabriele Gravina e il leader dell’Aic Damiano Tommasi, oltre al capo della Lega di A Paolo Dal Pino.
Le posizioni in campo. Il punto di vista delle varie parti in causa è comunque chiaro da tempo. Gravina, infatti, nei giorni scorsi aveva detto che il taglio degli ingaggi non deve essere più considerato un tabù, mentre Tommasi nelle ultime ore ha affidato al sito dell’Assocalciatori alcune dichiarazioni, tra cui la seguente: “Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni, e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli”.
La polemica sulla ripresa degli allenamenti. La crescente emergenza da Covid-19 non fornisce certezze sulla ripresa dei campionati, in realtà non sappiamo nemmeno se potranno realmente essere portati a termine entro l’estate. Intanto, sulla questione ripresa degli allenamenti, mentre il presidente della Lazio Claudio Lotito spinge per farli riprendere il prima possibile, in generale l’indicazione dei club è quella di richiamare al lavoro i propri tesserati solo tre settimane prima dell’eventuale ripresa del torneo. Una data che però al momento nessuno può prevedere. Una cosa è certa, ai club, non piace la soluzione dei play-off e dei play-out per assegnare lo scudetto e decidere le retrocessioni. E il caos continua…
