Calcio in lutto, tragica fine per Alex Manninger. Lo storico dello sport ricorda il portiere austriaco
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Da Raffaele Ciccarelli (Storico dello Sport affiliato alla Siss Società italiana di storia dello sport) riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo di Alex Manninger, travolto da un treno mentre era in macchina. Avrebbe compiuto 49 anni il 4 giugno prossimo.
Quando stai trascorrendo una giornata nella normale routine quotidiana, all’improvviso arriva la notizia che non avresti mai voluto sentire, un vero, inatteso, pugno allo stomaco, con la strada ancora protagonista e foriera di lutti. In queste ore è venuto a mancare in maniera tragica Alex Manninger, una vita spesa tra i pali, con tanti anni trascorsi anche in Italia. Un operaio del ruolo, Manninger, nell’accezione più nobile del termine, professionista impeccabile sempre pronto quando i vari allenatori hanno avuto bisogno di lui. Pur partendo il più delle volte come seconda o terza scelta, Alex ha saputo nobilitare la sua carriera di gregario, con comportamenti mai sopra le righe, senza mai polemizzare per le scelte che lo vedevano relegato all’ingrato ruolo del secondo.
Una scelta di vita e un’accettazione consapevole, perché purtroppo il ruolo del portiere prevede una gerarchia precisa, senza tentennamenti. Pure ha saputo ritagliarsi i suoi momenti di gloria, in giro per l’Europa. Dopo gli inizi in Austria, tra Vorwärts, Salisburgo e Grazer, il salto in Inghilterra, all’Arsenal, dove in un quadriennio colleziona quaranta presenze e vince campionato e coppa nella stagione 1997/1998. Da lì l’approdo in Italia, portato dalla Fiorentina e poi, alternando una stagione in Spagna all’Espanyol e il ritorno a Salisburgo, al Torino, al Bologna, al Siena. Qui nella fase conclusiva della sua carriera, si costruisce le soddisfazioni più importanti, giocando con i toscani da titolare, prima di andare alla Juventus.
In bianconero resta un quadriennio, in una squadra in ricostruzione prima dell’arrivo di Antonio Conte e dello scudetto che dà il via ai nove consecutivi, nella stagione 2011/2012. Manninger, pur non scendendo mai in campo, è il terzo portiere di quella formazione, può fregiarsi del titolo di Campione d’Italia e soprattutto ricevere gli apprezzamenti dello stesso Conte, che ne loda l’alta professionalità. La chiusura di carriera al Liverpool come terzo portiere, e poi il destino che ne ha fermato l’esistenza, a un passaggio a livello incustodito.
