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Caldo record: oggi sono 26 le città da bollino rosso

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Continua il caldo record in Italia. Oggi sono 26 le città italiane da bollino rosso. Si tratta di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Bollino arancione per Bolzano e giallo per Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Nel weekend l’afa sarà solo in leggerissimo calo con 19 città in allerta massima. Nelle prossime ore, tuttavia, l’allerta sarà anche per i temporali di calore, in particolare sulle regioni settentrionali,ma il termometro non scenderà di molto.

L’ondata di calore ha colpito in maniera durissima diverse parti d’Italia. Ieri alla Stazione Centrale di Napoli e al mercato ortofrutticolo di Afragola si sono raggiunti i 48 gradi al suolo, come ha rilevato Legambiente Campania. Nella stessa giornata, con 40 gradi registrati a Gorizia, si è raggiunta la temperatura più alta in assoluto in Friuli Venezia Giulia. A Roma sarebbero 18 le notti “super tropicali” della capitale, con minime superiori ai 25 gradi. Le giornate torride con massime superiori ai 35 gradi hanno già quasi eguagliato le 40 registrate nell’intero 2025.

Per il caldo, a Reggio Calabria è stato disposto un piano straordinario di assistenza per persone fragili e anziani, mentre Firenze – che ha superato nuovamente quota 40 gradi – si va verso dieci giorni consecutivi di codice rosso. A Quartu S.Elena (Cagliari) è stata emanata un’ordinanza che vieta di tenere gatti e cani in balconi e cortili non riparati. E per fronteggiare al meglio l’emergenza caldo, è sempre a disposizione dei cittadini il numero di pubblica utilità 1500 gestito dal Ministero della Salute.

In Puglia si aggrava l’emergenza climatica nelle campagne. Coldiretti denuncia che il caldo estremo e la persistente siccità stanno mettendo a dura prova le principali produzioni agricole. “A pesare sulle imprese agricole non è soltanto la scarsità di acqua, ma anche l’impennata dei costi necessari per garantire l’irrigazione delle colture. A rendere ancora più pesante la situazione è il rincaro del gasolio agricolo”. Secondo l’organizzazione, ci sarebbe stato un rincaro pari al 50,6%.

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