Camionista investito durante protesta sulla A1. Sciopero Unatras dal 25 al 29 maggio
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Questa notte un camionista di 55 anni è morto dopo essere stato investito da un’auto sull’A1 mentre era in strada a piedi impegnato in una protesta dei camion per il caro carburante. La vittima si chiamava Luigi Nappo, aveva 55 anni ed era residente a Marano di Napoli.
L’incidente è avvenuto nel tratto all’altezza dell’area di servizio di San Nicola La Strada, in provincia di Caserta. La colonna di mezzi pesanti era ferma sul margine destro della carreggiata autostradale, qualche chilometro prima dello svincolo di Caserta Sud, e il 55enne era sulla corsia lasciata libera, e sarebbe stato impegnato a dirigere il traffico, “filtrando” i mezzi pesanti. Proprio in quel momento un’auto gli è piombata addosso uccidendolo. A investirlo è stata una Mini Cooper, il cui conducente, un 23enne incensurato, si è fermato ed è stato portato in ospedale per essere sottoposto ad accertamenti sull’eventuale assunzione di droga e alcol. È stato poi denunciato per omicidio stradale.
La protesta organizzata da Trasportounito ha interessato il tratto autostradale durante tutta la notte, fino circa alle 5. Secondo le prime ricostruzioni, la colonna di tir si era fermata sul margine destro della carreggiata, a pochi chilometri dallo svincolo per Caserta Sud direzione Roma. La vittima era sulla corsia lasciata libera e sarebbe stato impegnato a dirigere il traffico, “filtrando” i mezzi pesanti. Proprio in quel momento un’auto gli è piombata addosso uccidendolo. L’autista si è immediatamente fermato ed è stato denunciato.
Le parole del segretario generale del Trasportounito, Maurizio Longo: “A mezzanotte era partito il fermo, si stavano predisponendo i presidi quando una vettura a forte velocità nei pressi di Caserta ha travolto un padroncino che stava organizzando il presidio e che è morto. Dall’alba abbiamo iniziato gradualmente a sospendere il fermo perché questa cosa ci ha sconvolto. Era una persona con famiglia”.
Intanto Unatras (l’Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci che rappresenta oltre il 90% delle imprese del settore) conferma il fermo nazionale dell’autotrasporto dalla mezzanotte del prossimo 25 maggio alle ore 24:00 del 29 maggio. Poi Unatras rivolge quindi un appello al Governo: “Il tempo delle risposte interlocutorie è finito. Servono misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”.
Il cordoglio per la morte del collega. Unatras ha espresso il più profondo cordoglio per la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1, nel Casertano, durante le manifestazioni di questa mattina. “Un collega ha perso la vita. Alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone a lui vicine va la solidarietà dell’intera categoria. Il fermo durante il quale si è verificata la tragedia è stato proclamato da una sigla del tutto estranea a Unatras – sottolinea l’organismo unitario – che ha agito unilateralmente ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa, motivato dalla violazione del preavviso minimo obbligatorio e dal mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva – il divieto di concentrare più fermi nello stesso settore in un arco temporale ristretto – prevista dalla legge.
“La proclamazione è avvenuta a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione, a fronte dei 25 giorni previsti: “Una violazione consapevole, non un errore procedurale. Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa mira a prevenire e che Unatras giudica inaccettabile. Per queste ragioni, Unatras non intende partecipare a tavoli istituzionali con chi non rispetta le regole fondamentali del confronto”.
“La proclamazione è avvenuta a soli 20 giorni dalla comunicazione alla Commissione, a fronte dei 25 giorni previsti: “Una violazione consapevole, non un errore procedurale. Un comportamento che ha esposto i lavoratori a rischi che la normativa mira a prevenire e che Unatras giudica inaccettabile. Per queste ragioni, Unatras non intende partecipare a tavoli istituzionali con chi non rispetta le regole fondamentali del confronto”.
