26 Settembre 2020

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Caos alla Camera, deputato leghista: “Silvia Romano una neo terrorista”

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Si è scatenata una vera e propria bagarre in Aula alla Camera quando il deputato della Lega Alessandro Pagano ha definito Silvia Romano “la neo-terrorista”. Pagano è stato ripreso dalla vicepresidente della Camera Mara Carfagna, ma in Aula si è scatenata una bufera. Emanuele Fiano del Pd ha definito “inaccettabili” le parole di Pagano, usate per diffamare e calunniare una persona che è stata 18 mesi prigioniera dei terroristi. Nello specifico il deputato della Lega Alessandro Pagano illustrando un ordine del giorno al decreto Covid, ha criticato il governo perché al funerale di un poliziotto morto per il coronavirus non era presente con nessun proprio rappresentante, e poi ha aggiunto: “Quando è tornata una neo-terrorista, perché questo è Al Shabaab, sono andati ad accoglierla”.

Su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha scritto: “Il problema non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi, esibita velata alle telecamere di tutto il mondo da un governo incapace di gestire l’emergenza, prima sanitaria, oggi economica e sociale”. Salvini poi ha aggiunto: “Lasciamo stare Silvia e guardiamo al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino”.

Sulla vicenda si è espresso anche il ministro Luigi Di Maio: “Provo forte imbarazzo per le parole pronunciate oggi alla Camera da un deputato della Repubblica italiana. Quelle parole segnano una triste pagina della storia italiana. In questi giorni abbiamo letto e ascoltato cose raccapriccianti contro Silvia Romano. Ma oggi si è superato ogni limite. Descrivere una ragazza di 25 anni reduce da 18 mesi di prigionia, con tutto quello che ha potuto passare, come una neo-terrorista non è accettabile da nessuno, tanto meno da un rappresentante delle istituzioni”.

E intanto egiziano, presentatosi come un ammiratore desideroso di esprimere la propria solidarietà a Silvia Romano, ha provato a intrufolarsi nel palazzo di Milano in cui lunedì la cooperante è tornata a vivere assieme alla famiglia. La polizia scientifica ha invece effettuato rilievi all’interno dell’appartamento al piano di sotto rispetto a quello dove vive la giovane. La famiglia avrebbe infatti trovato dei cocci di vetro sospetti vicino a una finestra.