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Carrello della spesa, prezzi aumentati del 30% in cinque anni: cosa costa di più

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Fare la spesa in Italia costa quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa. Un aumento che continua a pesare sui bilanci delle famiglie nonostante il recente rallentamento dell’inflazione.A fotografare i rincari è un’indagine del Sole 24 Ore su un paniere di 31 prodotti alimentari rappresentativo della spesa settimanale di una coppia con un figlio. Per acquistare le stesse quantità che nel luglio 2021 costavano 100 euro, oggi ne servono 129,50: il 29,5% in più. Si tratta di un incremento in linea con l’inflazione alimentare registrata dall’Istat nel quinquennio, pari al 30%, ma nettamente superiore all’inflazione generale, ferma al 21%.

A registrare uno degli aumenti maggiori è il caffè, rincarato del 51%, seguito dall’olio extravergine d’oliva con il 47%, dai pomodori +45%, dalle patate +44% e dalle melanzane +41%. Tra gli alimenti di uso quotidiano aumentano anche riso (+44%), uova (+43%), pollo (+33,7%), carne bovina (+31%), pane (+28%) e pasta (+24%). Il caro spesa sta modificando anche le abitudini degli italiani: è cresciuta la quota di famiglie che dichiara di aver ridotto quantità o qualità dei prodotti acquistati. Gli ultimi dati Istat indicano intanto un rallentamento: a luglio 2026 i prezzi del carrello della spesa sono aumentati dell’1% su base annua. Una frenata che, però, non cancella i rincari accumulati negli ultimi cinque anni e il conseguente impatto sul potere d’acquisto delle famiglie.

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