23 Settembre 2020

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Caso Diciotti: il Senato ‘salva’ Salvini e nega l’autorizzazione a procedere

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Caso Diciotti, il Senato ha negato l’autorizzazione a procedere contro il vicepremier Matteo Salvini e di fatto salvato dal processo il ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona per aver costretto la nave Diciotti della Marina Militare italiana a rimanere per cinque giorni nel porto di Catania, senza far sbarcare nessuna delle 177 persone recuperate dalla nave.

La maggioranza dei voti, 232 (ne erano necessari 160) si è espressa a favore della relazione del presidente Maurizio Gasparri e quindi contro la richiesta del Tribunale dei ministri di Catania. Il dato finale verrà annunciato dopo le 19.

Alla dichiarazione di voto del senatore M5s Mario Giarrusso che ha annunciato il “no” del Movimento all’autorizzazione a procedere al ministro dell’Interno sono seguiti gli applausi del vicepremier e degli altri senatori della Lega, alzatisi in piedi. Contemporaneamente i senatori di Pd e Leu hanno urlato: “Vergogna, vergogna”.

Il no all’autorizzazione in Aula, sostenuto ufficialmente dai 5 stelle, è nella stessa linea della giunta per le immunità: linea, spiega il presidente Gasparri, che “si basa sull’articolo 96 della Costituzione, che regola la responsabilità dei ministri, e sulla Legge Costituzionale (n.1 dell’89)”. Per evitare eventuali sorprese comunque il voto è stato palese e lo stesso premier Conte ha presenziato in Aula, “per assunzione di responsabilità”, spiega, ma anche in difesa di “una chiara linea politica che il governo sottoscrive”.

Prima del voto Matteo Salvini intervenendo in aula aveva dichiarato: “Abbiamo salvato, abbiamo soccorso, abbiamo nutrito. Quei quattro giorni sono stati risolutivi. Abbiamo risolto il problema senza esporre a rischio i passeggeri”, aveva dichiarato Salvini intervenendo al Senato. “Io sono per meno porti aperti, meno sbarchi, meno morti. Più che porti aperti, qualcuno vuole più cimiteri aperti”. “Non sarò mai il ministro che lascia morire una sola persona nel Mare Mediterraneo senza muovere un dito. Quando si mette in dubbio che, col mio lavoro, abbia abusato della mia carica per qualcosa che ho fatto, faccio e rifarò per difendere i miei figli, mi emoziono. L’intera ricostruzione delle vicenda Diciotti è in linea con le osservazioni del procuratore di Catania che proprio oggi ringrazio perché sono stati compiuti 14 arresti di un clan mafioso per traffico di droga e armi. I ministri passano, le forze ordine e la magistratura sane, restano e quindi li ringrazio perché fanno il loro lavoro”.

“Amo l’Italia e miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato, ringrazio il buon Dio e gli italiani”, ha detto il ministro fermandosi un attimo, per la commozione.