4 Dicembre 2020

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Caso Regeni: Roma indaga 7 agenti dei servizi segreti egiziani

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Sette agenti, appartenenti ai servizi segreti egiziani, finiranno nel registro degli indagati nell’ambito dell’indagine delle Procura di Roma sulla morte di Giulio Regeni. Nei loro confronti i pm contestano il reato di sequestro di persona.

Gli indagati sarebbero nello specifico 007 della National Security del presidente Abdel Fattah Al Sisi. In base alle indagini, il ricercatore universitario sarebbe stato pedinato e controllato almeno fino al giorno della sua scomparsa, il 25 gennaio 2016.

Intanto il presidente della Camera, Fico, ha annunciato: “Con grande rammarico annuncio ufficialmente che la Camera dei deputati sospenderà ogni tipo di relazione diplomatica con il Parlamento egiziano, fino a quando non ci sarà una svolta vera nelle indagini e un processo che sia risolutivo”. Lo ha annunciato il presidente della Camera, Roberto Fico, al Tg1.

Fico ha definito un “atto giusto, forte e coraggioso” la decisione della Procura. “Visto che la Procura de Il Cairo non procede, è giusto lo faccia la Procura di Roma”, ha affermato il presidente della Camera che alla domanda sull’auspicata collaborazione con le autorità egiziane per arrivare alla verità sul caso Regeni ha ricordato: “A settembre sono andato a Il Cairo. Avevo detto sia al presidente Al Sisi sia al presidente del Parlamento egiziano che eravamo in una situazione di stallo: avevo avuto delle rassicurazioni. Ma ad oggi non è arrivata nessuna svolta”.

Sul caso Regeni è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini. “Credo che il governo, con tutti i suoi esponenti e il Parlamento, con tutti i suoi esponenti di maggioranza e opposizione, stiano facendo il massimo. Poi purtroppo governiamo in Italia e non in Egitto”, ha spiegato.