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Caso Yara Gambirasio: la difesa di Bossetti ottiene le copie del Dna

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Nuovo colpo di scena nel caso Yara Gambirasio. Dopo ben sei anni di attesa, infatti, la difesa di Massimo Bossetti, l’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate di Sopra (Bergamo), ha ottenuto le copie integrali delle analisi genetiche effettuate durante le indagini. Un materiale consegnato in un hard disk e che comprende: gli elettroferogrammi, i grafici delle tracce di Dna e la documentazione fotografica realizzata dai carabinieri del Ris di Parma. In sostanza, si tratta delle analisi che favorirono l’identificazione del profilo genetico “Ignoto 1”, poi attribuito al muratore di Mapello e considerato la prova regina nei processi che hanno portato alla sua condanna.

Un supporto informatico che dunque contiene migliaia di campioni genetici raccolti durante la lunga fase investigativa. Le copie erano state richieste più volte dagli avvocati di Massimo Giuseppe Bossetti, i quali adesso fanno sapere di voler sottoporre i dati a nuove verifiche indipendenti. Gli stessi legali comunque hanno precisato che le operazioni di analisi richiederanno diversi mesi, vista la complessità e la quantità dei materiali ricevuti. La consegna del materiale genetico consente ora al collegio difensivo di Bossetti di effettuare una revisione approfondita degli esami che portarono alla condanna all’ergastolo.

Il commento dell’avvocato Claudio Salvagni. Uno dei legali di Bossetti ha dichiarato: “Ci vorranno mesi per analizzare tutto, ma, è un grande risultato visto che da anni chiediamo di poter riesaminare i reperti. L’obiettivo ora è verificare la correttezza delle procedure seguite e la solidità dei risultati ottenuti dai Ris. Al termine delle analisi, potremmo anche presentare nuove istanze alla magistratura competente”.

La vicenda. Yara scomparve nel novembre del 2010 e il suo corpo senza vita fu ritrovato nel febbraio del 2011 in un campo a pochi chilometri dalla casa in cui viveva con i genitori. Le imponenti indagini portarono, dopo quattro anni, all’arresto di Bossetti, il cui Dna risultò compatibile con quello rinvenuto sugli indumenti della vittima. Massimo Giuseppe Bossetti è stato arrestato nel 2014 e successivamente condannato all’ergastolo in tutti e tre i gradi di giudizio e in via definitiva nel 2018.

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