Chiusura di Hormuz, l’Europa potrebbe rimanere senza carburante per aerei in un mese
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Entro fine mese l’Europa potrebbe restare senza carburante per gli aerei. Le parole di Piero Cipollone, membro del board della Bce, al Festival dello Sviluppo sostenibile di ASviS, restituiscono senza incertezze la portata della crisi energetica che la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz sta imponendo al mondo e, in particolare, all’Europa. Restare senza carburante per gli aerei vuol dire, sostanzialmente, rallentare se non fermare l’attività economica in diversi settori. Con la conseguenza di un rialzo dell’inflazione e di un indebolimento della crescita.
“L’Europa potrebbe iniziare a esaurire le riserve di carburante per l’aviazione entro la fine di maggio”, ha sottolineato Cipollone, “con il rischio di restrizioni significative all’attività di diversi settori produttive analoghe a quelle osservate durante la pandemia”. A questo si aggiungono “le restrizioni al commercio di numerose materie prime e prodotti chimici critici, quali il gas naturale liquefatto, i prodotti petroliferi raffinati, l’alluminio, l’elio, lo zolfo e i fertilizzanti”. Di conseguenza, “lo shock ha spinto al rialzo i prezzi al consumo: ad aprile l’inflazione complessiva sui dodici mesi è salita del 3%, trainata da un aumento del 10,9% dei prezzi dei beni energetici”.
Questo potrebbe significare che la Bce potrebbe decidere di rialzare il costo del denaro, per contenere la fiammata dei prezzi. Ma a tassi più alti corrisponde anche un impatto negativo sull’attività economica.
