Classifica delle università di Qs: Italia quarta in Ue
2 min read
Luci e ombre per il sistema universitario italiano. Secondo il QS World University Rankings: Europa 2026, il nostro Paese rafforza la propria presenza numerica nel panorama europeo, ma perde terreno sul fronte della qualità, dell’impatto della ricerca e dell’attrattività per gli studenti internazionali.
Secondo la classifica, l’Italia vede aumentare del 25% i propri piazzamenti al punto da raggiungere il quarto posto per presenze, alle spalle di Regno Unito, Turchia e Germania. Ma c’è poco da festeggiare perché per trovare la prima italiana dobbiamo scendere al 45esimo posto occupato dal Politecnico di Milano, che perde però sette posizioni rispetto al 2025. Alle sue spalle, tra le prime 100, l’Alma Mater di Bologna, che passa dal 48esimo al 59esimo posto; poi spuntano Roma Sapienza (77esima) e Padova (92esima). Nota di merito per Tor Vergata: l’ateneo romano fa un salto di ben 17 posizioni ed entra tra le prime 150.
Delle 65 università italiane censite 51 già erano presenti nell’edizione precedente. Di queste 14 salgono in classifica mentre 35 scendono e due rimangono stabili. Di fatto, il nostro Paese registra un tasso netto di calo del 41%, il quarto più alto in Europa tra i Paesi con 10 o più istituzioni accademiche classificate, dietro Slovacchia, Ucraina e Francia.
Per quanto riguarda la ricerca, intesa come articoli pubblicati per ricercatore, ben 11 atenei nostrani figurano tra i primi 50. Ma uno solo, l’università Vita-Salute San Raffaele, è tra i primi dieci. Precisamente al terzo posto.
Sfumato il quadro offerto dall’internazionalizzazione. Se per la presenza di docenti internazionali e studenti siamo fuori dalla Top 100 spicchiamo invece per lo scambio di studenti provenienti dall’estero e quelli in uscita. Con quattro atenei tra i primi 50 per gli scambi in entrata, l’Italia si colloca al terzo posto generale. Finendo per eccellere negli scambi in uscita: sette università italiane si collocano tra le prime 50 e due (Cattolica del Sacro Cuore e Venezia Ca’ Foscari) tra le prime cinque. L’Italia non riesce però ad attrarre studenti: in 10 anni ha perso quasi 100.000 laureati.
Il ranking complessivo vede trionfare l’università di Oxford, che era terza nel 2025 e scalza così l’Eth di Zurigo sceso al secondo posto. Sul gradino più basso del podio troviamo l’Imperial College di Londra a pari merito con un’altra ingelse (l’Ucl), mentre Cambridge cala dal quarto al quinto posto. Regno Unito a parte gli unici altri Paesi a comparire nella Top ten sono la Svizzera e la Francia.
