28/01/2022

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Confindustria, stop alla salita della produzione ma migliorano le attese a 3 mesi

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Il Centro studi di Confindustria analizza la produzione industriale in Italia: cresciuta nel terzo trimestre del 2021,dello 0,5% trimestrale, ritmo fisiologicamente più contenuto di quanto osservato nei primi due mesi. Si è fermata dunque la salita della produzione industriale in agosto e settembre ma rimangono positive le prospettive. “L’incertezza sulle possibili ricadute economiche si è molto attenuata grazie alle percentuali di copertura raggiunte dalle vaccinazioni” spiegano gli economisti di via dell’Astronomia.

Ad agosto si è rilevata una riduzione dell’attività dello 0,2% seguito da un ulteriore calo dello 0,3% in settembre generato da un maggiore ricorso alle scorte di magazzino, da possibili strozzature dell’offerta lungo la filiera produttiva internazionale dovute alla scarsità di alcune componenti e materie prime e dal rallentamento produttivo dei principali partner commerciali nel 2  trimestre del 2021.

Gli indicatori congiunturali relativi al terzo  trimestre hanno continuato a segnalare una dinamica espansiva dell’attività nell’industria, ma in leggera attenuazione: la fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi ad agosto e settembre è peggiorata, per via del rallentamento dei giudizi e delle attese sui livelli di produzione, e sugli ordini per via del canale estero.  La carenza di manodopera e l’insufficienza di materiali sono stati percepiti come fattori di crescente ostacolo alla produzione.

Un altro elemento che potrebbe aver inciso negativamente a settembre è la moderazione dell’attività economica dei partner commerciali: la produzione tedesca nel 2 trimestre è scesa dell’1,0% congiunturale, quella francese dello 0,9%. Allo stesso tempo però sono molto migliorate le attese sull’andamento dell’economia nei prossimi tre mesi: la domanda si è dunque confermata forte e l’incertezza sulle possibili ricadute economiche di eventuali irrigidimenti delle restrizioni amministrative dovute alla pandemia si è molto attenuata grazie alle percentuali di copertura raggiunte dalle vaccinazioni. Le prospettive rimangono quindi positive.