18 Gennaio 2021

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Conte: “Sul taglio delle tasse sono più ambizioso di Salvini”

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“La formula a cui dobbiamo mirare è paghiamo meno ma paghiamo tutti. Il mio pensiero è più avanzato e ambizioso di quello di Salvini” a dirlo è stato il premier Giuseppe Conte, sottolineando: “ora si tratta di sedersi intorno a un tavolo, aspetto proposte concrete, siamo tutti d’accordo, determinati verso l’obiettivo, lo abbiamo messo a fuoco, si tratta di tradurre i proponimenti in misure concrete”.

“Sulla flat tax – ha aggiunto – come già detto io sono molto ambizioso. Sono a conoscenza dell’inefficienza e dell’iniquità del sistema fiscale. Occorre una riforma forte e complessiva e avanzata. Non mi accontento di intervenire su un aliquota: voglio realizzare un patto fiscale tra fisco, amministrazione finanziaria e contribuenti. Solo con una visione strategica possiamo far marciare il Paese”.

“La Commissione europea ha operato delle proiezioni, una stima, noi invece abbiamo un costante monitoraggio, i numeri reali li abbiamo noi”: così Conte ha risposto a proposito delle critiche da parte del governo alle cifre sui conti pubblici sulla base delle quali è partita la procedura di infrazione europea. “Se mi riunisco con i tecnici del Mef e della Ragioneria ho l’aggiornamento concreto quanto meno fino a giugno – ha spiegato – perciò la proiezione nostra è più rispondente alla realtà”.

Quello con l’Ue per evitare la procedura d’infrazione è “un negoziato molto difficile e complesso”, ma “a me interessa che ci sia un approccio costruttivo di tutte le parti che siedono attorno al tavolo”, ha indicato il presidente del Consiglio spiegando che “l’interesse dell’Italia è l’interesse dell’Europa”, ma “non possiamo mettere in campo qui pubblicamente le misure” possibili sulla trattativa.

Il premier ha poi mostrato sicurezza sulla tenuta del governo: “Sono partito con la convinzione acquisita che ci sia un clima di fiducia, di dialogo positivo e costruttivo. Rispetto la stampa ma non esageriamo che addirittura ogni volta le sorti del governo siano appese a quello che scrivete. Non c’è nessun segnale che si torni indietro, stiamo andando avanti e siamo determinati, si tratta di portare sul tavolo proposte concrete”.

Sulle nomine ai vertici delle istituzioni europee, ha sottolineato, “non è stato ancora raggiunto un accordo”. “Di nomine abbiamo parlato sino a mezzanotte inoltrata al vertice formale – ha spiegato il premier al termine del Consiglio europeo – è chiaro però che in un vertice a 28, nonostante avessimo i dispositivi elettronici bloccati e fossimo isolati, si ha un po’ di pudore e di prudenza a parlare esplicitamente di nomi quando non siamo ancora in una fase finale” perché “chi non vuole bruciare un candidato… ci sono delle tattiche”.