22 Gennaio 2021

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Continua la repressione ad Hong Kong: dopo Wong, arrestato il magnate dei media Jimmy Lai

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Continua la repressione ad Hong Kong. Il magnate dei media e attivista Jimmy Lai – pseudonimo di Lai Chee-Ying (黎智英 – Li Zhiying), comparso in tribunale con l’accusa di frode è stato arrestato. Gli è stata infatti rifiutata la libertà su cauzione per rischio di fuga. Il processo al, proprietario del tabloid Apple Daily schierato a favore delle riforme democratiche. Il processo partirà ad aprile con un giudice tra quelli nominati in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina, nonostante il reato attribuitogli, sia di tipo commerciale.
Diverse figure pro-democrazia, tra cui Hu Zhiwei, Li Yongda e Lin Zhuoting, sono arrivate in tribunale per sostenere Lai Chee-Ying .

A partire dall’agosto di quest’anno, la polizia ha inviato più di 200 agenti di polizia al One Media Building per cercare prove ed ha arrestato il fondatore di Next Media Li Zhiying, i suoi due figli e quattro con l’accusa di violare il “Minato National Security Act” e di cospirazione per commettere frode.

La polizia ieri ha accusato Li Zhiying e due alti dirigenti del gruppo: Zhou Daquan e Huang Weiqiang, sostenendo che i tre erano coinvolti nella frode della ‘Science and Technology Park Company’. Per il momento L’accusa ha chiesto l’aggiornamento al 16 aprile del prossimo anno e si è opposta al rilascio dei tre. Alla fine, Zhou e Huang sono stati autorizzati a uscire su cauzione.

Appena ieri Joshua Wong, tra gli attivisti pro democrazia più noti, è stato condannato a 13 mesi e mezzo di carcere per il ruolo svolto nelle proteste per le riforme democratiche che nel 2019 misero a soqquadro l’ex colonia britannica. Ventiquattro anni, tra i più noti attivisti impegnati in prima linea, Wong è stato così riconosciuto responsabile di “incitamento, organizzazione e partecipazione alla manifestazione illegale” del 21 giugno del 2019 che portò a circondare il quartier generale della polizia di Wan Chai in risposta alla repressione da parte delle forze dell’ordine dei dimostranti scesi in piazza per protestare contro la legge sulle estradizioni in Cina.

Condannati altri due attivisti: si tratta di Agnes Chow, 23 anni, e di Ivan Lam di 26 anni, rispettivamente a 10 e 7 mesi di detenzione. Le accuse contro Wong, Chow e Lam si riferivano a fatti accaduti prima dell’entrata in vigore della legge contestata, ma la formulazione vaga del testo e la sua ampia portata, hanno di fatto annullato, l’alto grado di autonomia concesso ai territori, dopo la restituzione della città dalla Gran Bretagna alla Cina nel 1997.

Come se non bastasse, quattro deputati pro-democrazia del parlamentino locale sono stati cacciati da Pechino perché non patriottici. Per solidarietà, tutti gli altri 15 colleghi pandemocratici, si sono dimessi. Provvedimenti sono stati presi anche contro gli insegnanti, per aver discusso di argomenti delicati nelle scuole, mentre dalle librerie sono scomparsi testi considerati scomodi dal governo cinese.