23/06/2021

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Coronavirus, aumentano i nuovi poveri (+24,4%), il disagio psicosociale e le violenze domestiche

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Il Coronavirus ha avuto un enorme impatto sull’intera società italiana. Molte delle persone già in difficoltà economiche si sono trovate retrocedere ulteriormente e finire nel baratro nel mezzo della pandemia. Il bilancio è pesantissimo: i nuovi poveri sono il 24,4%. Il dato arriva dall’ultimo rapporto della Caritas, nei cui centri si vedono sempre più persone bisognose di aiuto. In particolare, nei 211 giorni di epidemia (dal 1 settembre 2020 al 31 marzo 2021), le Caritas si sono occupate di 544.775 le persone. Si tratta in maggioranza di italiani (57,8%) e donne (53,7%).

Stando alla quarta rilevazione della Caritas, che ha analizzato le conseguenze del Covid nei vari territori, è aumentato fortemente anche il disagio psico-sociale, specie in anziani e donne (+77,4%). Nell’indagine si legge che insieme alle situazioni legate ai bisogni fondamentali della persona come il lavoro e la casa, ci sono anche i bisogni inerenti alla sfera formativa e al disagio psico-sociale, che colpiscono soprattutto le donne e i giovani. Tra questi, le difficoltà legate al precariato lavorativo, il problemi legati all’abitatazione, la povertà educativa (come l’abbandono, il ritardo scolastico e la difficoltà a seguire le lezioni).

Difficoltà che quindi non riguardano solo gli adulti. Accanto al disagio psico-sociale degli anziani e delle donne, si sono diffuse in modo importante anche temi che riguardano i più giovani, questioni delicate come la povertà minorile, la rinuncia all’assistenza sanitaria ordinaria, anche non legata al Covid, e le violenze domestiche.

In questi 211 giorni di pandemia analizzati dalla Caritas, sono state aiutate maggiornamente persone con un impiego irregolare fermo a causa del Covid 19 (61,1%); lavoratori precari/intermittenti che non hanno potuto godere di ammortizzatori sociali (50%); lavoratori autonomi/stagionali, in attesa delle misure di sostegno (40,5%); lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria/cassa integrazione in deroga (35,8%).