28 Settembre 2020

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Coronavirus: il Cdm vara il decreto da 25 miliardi

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Dopo giorni di attesa il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto “Cura Italia” che contiene le misure economiche per rispondere all’emergenza sanitaria del coronavirus. Un via libera arrivato dopo lunghissimo pre-consiglio notturno e nel mezzo dell’ennesima giornata di crisi per i mercati finanziari.

“Le misure di sostegno e di spinta inserite in questo decreto sono la testimonianza della presenza dello Stato” rivendica il premier Giuseppe Conte dopo il Cdm. “Il governo è vicino a imprese, commercianti, liberi professionisti, famiglie e giovani che stanno facendo sacrifici per il bene comune, per il bene supremo che è la salute” sottolinea il presidente del Consiglio chiedendo di fatto all’Europa di seguire il “modello italiano” anche per quanto riguarda gli interventi per limitare l’impatto economico del virus e sostenere i lavoratori.

“Siamo stati i primi a mettere in campo qualcosa come 25 miliardi e attiviamo flussi per complessivi 350 miliardi. Una manovra economica poderosa. Non abbiamo mai pensato di combattere un’alluvione con stracci e secchi. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere famiglie, imprese e lavoratori,” specifica Conte che aggiunge: “Possiamo parlare di modello italiano non solo per il contrasto alla diffusione del contagio ma anche per quanto riguarda la strategia di risposta economica” all’emergenza. “Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua. L’Italia è in prima fila, dobbiamo agevolare e sostenere gli Stati in questa fase, la partita va giocata con spirito di collaborazione. Con questo decreto comunque non esauriamo il nostro compito, questo decreto non basterà”. Come già spiegato dal sottosegretario all’Economia Misiani, Conte ha infatti anticipato che in futuro ci saranno nuove misure (“un piano di ingenti investimenti, semplificazione, riduzione delle tasse”) per rilanciare il Paese: arriverà un decreto ad aprile, che – nell’auspicio del governo – dovrebbe contare anche sulle risorse che l’Europa si prepara a stanziare.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha preso la parola dopo il Cdm alternandosi con il premier Conte, indica invece cinque assi di intervento mettendo al primo posto il “finanziamento aggiuntivo molto significativo per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile, che vale quasi 3,5 miliardi”.

Il secondo capitolo, “che vale più di 10 miliardi”, riguarda il sostegno all’occupazione, la difesa del lavoro e del reddito “affiché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus”. La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dettagliato che sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le “con un solo dipendente”.

Gualtieri conferma la copertura “di tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo”. Per gli autonomi e i liberi professionisti, aggiunge Catalfo, “questo primo decreto stanzia circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività”. E’ anche prevista la sospensione dei contributi previdenziali, per queste categorie.

Prevista inoltre l’estensione del congedo parentale a 15 giorni e un voucher baby-sitter da 600 euro per chi ha bisogno di curare i figli. Per quel che riguarda i permessi della legge 104, per il periodo marzo-aprile saranno estesi a 12 giorni (500 milioni stanziati). Confermato rispetto alle attese l’ulteriore intervento sui licenziamenti, che verranno congelati: misura che riguarda le procedure dal 23 febbraio in avanti, da quando cioè è scoppiata l’emergenza sanitaria. Per i lavoratori in quarantena, si conferma il computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia.

Arriva poi l’attesa sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche. In campo fiscale, si conferma la sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi: il ministro dell’Economia parla di un differimento al 31 maggio “per le imprese che fatturano fino a 2 milioni” e anche oltre questo limite per le categorie colpite direttamente dalla crisi. Infine, Gualtieri anticipa misure per le categorie colpite direttamente dalla crisi: tra i settori economici citati, il trasporto merci.