23/06/2021

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Coronavirus, Oms: “è come la Spagnola, giù in estate e poi ripresa a settembre e ottobre”

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L’epidemia non arretra anzi in alcuni paesi cresce e dove cala c’è poco da stare tranquilli. “Questa pandemia – ammonisce Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), durante Agorà – “si sta comportando come avevamo ipotizzato” e “il paragone è con Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata”.

Guerra ha poi aggiunto: “Sparendo il virus dalla clinica sembra tutto sia finito, ma non è così”. Rispetto alla nuova categoria dei ‘debolmente positivi’, ha precisato Guerra, “non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare. Guardo i fatti e i fatti dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso e i fatti dicono che l’andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile. C’è una discesa che coincide con l’estate”. “E’ vero – ha concluso Guerra – che le terapie intensive si sono svuotate, ma si sono svuotate come previsto che accadesse e non vogliamo si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo prendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà”.

“Non c’è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso. Entrambi i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. E’ inevitabile ci siano focolai in giro per l’Italia e per l’Europa”, continua Guerra, che promuove anche le misure prese per i trasporti. “Mi è capitato di prendere dei treni e mi sembra che la distribuzione di posti a sedere a scacchiera stia funzionando bene dal punto di vista del distanziamento”. Le regole di distanziamento servono perché “nei due giorni precedenti all’insorgenza dei sintomi, si è contagiosi”, ha precisato. Quanto agli asintomatici veri e propri, “hanno sintomi talmente blandi che non contribuiscono in modo significativa alla trasmissione del virus, perché la carica virale è collegata, anche se in modo non lineare, alla gravità dei sintomi”. Rispetto ai messaggi a volte divergenti arrivati in queste settimane proprio su questi temi, commenta: “il tentativo di colleghi che sanno di scienza è comunicare quello che conoscono, ma a volte lo facciamo male”.

“L’Italia è pronta per vaccinare il 100% della popolazione contro l’influenza, secondo le indicazioni fornite dal ministero della Salute”, ha detto ancora Guerra illustrando una delle armi che potrà contribuire ad affrontare meglio una possibile seconda ondata di Covid-19 in autunno. Da questo punto di vista, ha precisato “i vaccini ci sono e vengono resi disponibili ogni settembre, in base alla valutazione prospettica dei ceppi virali circolanti”.