26/09/2021

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Covid, per il ministro Speranza picco tra una settimana. Presto per parlare di Natale.

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In un’intervista a “La Stampa” Roberto Speranza ha fatto il punto sull’emergenza Covid nel nostro Paese: “Io resto molto prudente, ma i nostri esperti del Cts ci dicono che la curva dei contagi si va stabilizzando. È ancora presto per dirlo, aspettiamo altri dati, ma ci sono valide ragioni per credere che le ultime misure che abbiamo adottato comincino a dare qualche risultato”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, sottolineando che “Se questo è vero, si conferma la validità della strategia che abbiamo adottato, che alla fine è molto chiara: vogliamo governare la curva, senza arrivare al lockdown totale”.

Si conferma dunque la necessità di non mollare adesso: i prossimi sette-dieci giorni saranno infatti decisivi, e ci diranno se la divisione del Paese in tre zone, e il meccanismo sostanzialmente automatico delle restrizioni regione per regione, sta dando i frutti che tutti sperano. Proprio il picco dei contagi potrebbe essere toccato tra una settimana e da lì in avanti il ministro si aspetta un’inversione di trend: “se guardiamo alla media mobile dell’ultima settimana delle terapie intensive, ci siamo assestati intorno a quota 100. Se ci stabilizziamo su questi livelli anche la settimana prossima, abbiamo fondate ragioni per ritenere che siamo arrivati al cosiddetto plateau, che equivale poi a un indice Rt uguale a 1. Il nostro auspicio è che nella settimana ancora successiva, grazie alle ultime ordinanze sull’allargamento della zona rossa, l’indice possa scendere sotto 1”.

Ma è presto poter parlare di Natale e di festività, così come è impossibile poter fare previsione adesso: “Capisco che le Feste siano un momento importante, per tutti gli italiani. E vedo che molti, anche nel governo, si esercitano sul tema. Ma diciamolo con chiarezza: a Natale mancano quaranta giorni, che sul piano epidemiologico sono un tempo molto lungo. È su come saranno andati, lunedì prossimo, la curva dei contagi, le terapie intensive, l’indice Rt, le altre aree mediche al di fuori del Covid che ci giochiamo tutto, non sul cenone del 24 dicembre, con o senza i nonni o i parenti di primo grado. Questa, per me, è davvero una discussione lunare”.