14/04/2021

ART News

Le Notizie in Tempo Reale

Crisi di governo: si allarga il consenso a Draghi. C’è attesa per capire cosa faranno Lega e M5S

2 min read

Continuano le intense giornate della politica italiana per dare un nuovo governo al Paese, dopo la caduta del Conte-bis. A Montecitorio, infatti, proseguono le consultazioni di Mario Draghi per la formazione del nuovo esecutivo. Il presidente del Consiglio incaricato nella mattina di venerdi 5 febbraio ha incontrato: le autonomie, Leu e Italia Viva. Poi, nel pomeriggio, è stata la volta di Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia.

Le dichiarazioni dei vari leader politici al termine degli incontri con Draghi. Matteo Renzi ha confermato ciò che era nell’aria: “Italia Viva sosterrà l’esecutivo. Draghi è una polizza per i nostri figli”. LeU invece ha sottolineato: “Non facciamo maggioranze con i no vax e con chi vuole la flat tax”. Di tipo diverso e netta la posizione ribadita dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha detto: “Fratelli d’Italia non voterà la fiducia”. Mentre, dal Pd arriva un pieno sostegno all’ex presidente della Banca centrale europea. E il segretario dem Nicola Zingaretti è convinto: “Sarà un governo di lunga durata”.

Adesso all’appello mancano Lega e M5S. Matteo Salvini prima di incontrare Draghi ha reso noto di non voler chiudere le porte a prescindere, dicendo: “O si partecipa al governo o andiamo all’opposizione”. A questo punto si attende anche di sapere cosa deciderà il Movimento 5 Stelle, che continuerebbe a essere il partito di maggioranza relativa qualora decidesse di appoggiare l’esecutivo Draghi.

Per dipanare la matassa scende in campo direttamente Beppe Grillo. Il co-fondatore dei pentastellati infatti, si è recato a Roma dopo aver parlato due ore al telefono con Mario Draghi. Salvo sorprese, sarà proprio Grillo a guidare la delegazione del M5S a Montecitorio. In un secondo momento, poi, la decisione presa dovrebbe essere confermata dagli iscritti alla piattaforma Rousseau come chiesto da Davide Casaleggio. Insomma, l’impressione è che alla fine Mario Draghi in Parlamento avrà i numeri per governare. Mancano ancora dei tasselli importanti, ma la strada per l’ex presidente della Bce sembra tracciata.