23/09/2021

ART News

Le Notizie in Tempo Reale

Crisi immigrazione: in Ungheria è assalto ai treni. L’Ue punta a una nuova redistribuzione

2 min read

La stazione ferroviaria internazionale di Budapest è ormai presa d’assalto. È stata riaperta oggi dopo lo sgombero e la chiusura del 1 settembre, a causa dell’enorme numero di migranti che era giunta nella capitale ungherese, passando per la rotta dei Balcani, per raggiungere l’Europa occidentale.

Una volta riaperta, verso le 8 di questa mattina, oltre duemila migranti, tutti provenienti principalmente da Siria, Afghanistan e Pakistan, si sono riversati nei vagoni che avrebbero dovuto portare in Germania, Austria e in altri Paesi del nord Europa. Una voce dalla stazione avverte “nell’interesse della sicurezza dei trasporti ferroviari, la compagnia ha deciso che i collegamenti diretti tra Budapest e l’Europa occidentale non saranno in servizio fino a nuovo ordine”, ma i migranti continuano ad asserragliare i vagoni della stazione.

Intanto le ferrovie slovacche e ceche hanno dichiarato che i treni diretti a Budapest da Slovacchia e Repubblica Ceca saranno fermati alla frontiera, nella città di Szob.

Il governo ungherese non ci sta: duri attacchi all’Europa da parte de primo ministro Viktor Orban che accusa i governi europei di non aver saputo gestire finora l’arrivo dei migranti, delegando il problema ai singoli stati. Per questo, dopo aver incontrato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che, a partire dal 15 settembre, l’Ungheria punterà a riprendere il controllo delle frontiere. Ha inoltre aggiunto, parlando in merito al trattato di Schengen: “Noi vogliamo mantenere libertà di movimento, per questo vogliamo difendere le frontiere. Senza un controllo severo delle frontiere è inutile parlare di quote. Se il controllo sui confini è efficace i migranti sono registrati, ma altrimenti dobbiamo fare qualcosa”

Nel frattempo, sul fronte Ue, per cercare di fronteggiare l’emergenza, il presidente della Commissione  Jean-Claude Juncker intende portare da 32mila a 120mila  il numero totale di richiedenti asilo da ridistribuire nei paesi europei. Numero quattro volte superiore alla richiesta precedente, che aveva già suscitato numerose proteste degli stati membri.

Lascia un commento