4 Dicembre 2020

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Crolla un ponte in provincia di Massa Carrara, un ferito

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Il blocco della circolazione imposto per il coronavirus ha evitato una tragedia. E’ crollato il ponte di Caprigliola, un importante viadotto che collega La Spezia e Massa. Secondo la testimonianza di alcune persone al momento dell’implosione, c’erano due furgoni di passaggio e che i guidatori si sono salvati, uno solo è rimasto ferito.

Il ponte stradale crollato sul fiume Magra è al confine tra Liguria e Toscana, in località, Albiano Magra (Massa Carrara), lungo una strada provinciale che collega la bassa Val di Vara con la Val di Magra (La Spezia).

L’infrastruttura negli ultimi mesi era stata al centro di polemiche dopo che, lo scorso 3 novembre, in seguito a un’ondata di maltempo, si era formata una crepa notata anche da molti automobilisti. Dopo un intervento di riparazione e dopo il sopralluogo dei tecnici Anas fu dichiarato che non sussistevano “condizioni di pericolosità” e sul viadotto era stato dato il via libera alla circolazione senza limiti al traffico. A riferirlo è Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa Carrara che alcuni anni fa ha ceduto la struttura ad Anas. Il sopralluogo, ricorda, fu fatto alla presenza anche dell’assessore comunale di Aulla e della polizia. Lo stesso Comune rassicurò i cittadini con un post sulla pagina istituzionale informando che “il traffico non avrebbe subito limitazioni”.

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, sta seguendo la vicenda e ha inoltre chiesto immediatamente una dettagliata relazione ad Anas, la società che nel 2018 è diventata gestore dell’ex strada provinciale 70, acquisendo la gestione dalla Provincia di Massa Carrara. Gli accertamenti sono in corso e Anas, su richiesta del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, provvederà a fornire tutte le informazioni conseguenti sulla viabilità.

“Deve essere chiaro, ancora una volta, che quando le Province dicono a gran voce, e dati alla mano, che il Paese ha bisogno urgente di manutenzione non è per fare allarmismo ma perché la presenza sul territorio ci consente di avere un quadro chiaro delle necessità”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Upi, Michele de Pascale.