Dal G7 ok ad un tetto per il prezzo del gas russo, Mosca: “niente gas all’Ue” se impone un price cap
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Dal G7 è arrivato l’ok ad un tetto per il prezzo del gas russo. Gli Usa sperano che la decisione allenti la pressione sul mercato dell’energia e tagli i ricavi di Mosca. Il piano prevede anche i limiti entro cui verrà fissato il tetto e date possibili per l’avvio della misura. Secondo funzionari citati dal Financial Times, la misura dovrebbe avere effetto dal 5 dicembre per il greggio e dal 5 febbraio per i prodotti raffinati.
La decisione tra favorevoli e contrari. Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, la mossa potrebbe infatti scatenare la reazione immediata della Russia con la chiusura totale dei rubinetti del gas. “Se la Russia chiudesse oggi, con le scorte all’83%, all’inizio di gennaio saremmo costretti a razionare i consumi. Ma sarebbe meglio cominciare anche prima – ha aggiunto -, per non dover tagliare pesantemente nei mesi più freddi. Quest’inverno non avremo ancora i due nuovi rigassificatori di Piombino e Ravenna, se va bene arriveranno a maggio. Abbiamo aumentato le importazioni extra-Russia, circa 17 miliardi di metri cubi in più, ma non bastano a sostituire quei 29 miliardi che compravamo da Mosca”.
Plauso di Gentiloni. L’appoggio del G7 al ‘price cap’ “è un passo importante verso due obiettivi: negare i ricavi della Russia per finanziare la brutale guerra di Putin contro l’Ucraina e far pressione al ribasso sui prezzi globali dell’energia”. Il commissario europeo all’Economia ha poi aggiunto che il G7 lavorerà per “un’ampia coalizione globale per finalizzare la progettazione e il livello del tetto di prezzo e attuarlo congiuntamente, per massimizzarne l’efficacia”.
Le minacce di Mosca. Il vice capo del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, ha infatti dichiarato che il gas russo “non ci sarà più” in Europa se l’Ue imporrà il price cap. “Sarà come per il petrolio. Semplicemente non ci sarà più gas russo in Europa”.
