18/10/2021

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Di Maio riapre la porta ai voucher e sostiene la “pace fiscale”

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Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio presentando le linee guida dei suoi dicasteri al Senato riapre la porta ai voucher: “Se possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo per specifiche competenze, allora ben vengano. L’unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza – precisa il vicepremier – è quella di evitare abusi in futuro”.

Sull’ipotesi di reintrodurre questi strumenti, sottolinea Di Maio, “bisogna fare una riflessione” seppure “con determinati limiti” e in riferimento ad “alcune categorie” come baby sitter, lavori agricoli stagionali, giardinaggio e pulizie. Ma, avverte, “non ci sarà nessuno spazio per lo sfruttamento. E’ questo il punto di partenza per affrontare questo tema”.

Poi ha illustrato i progetti territoriali per i centri per l’impiego, premessa fondamentale per poter realizzare il reddito di cittadinanza. Tale obiettivo secondo il vicepremier, può essere raggiunto solo individuando soluzioni per le specificità delle singole Regioni e soprattutto in un confronto diretto con chi sta nei territori, dunque con gli assessori regionali del Lavoro. “Il nostro impegno – precisa – è di coordinare le varie realtà territoriali e destinare le risorse in base alle peculiarità. Ecco perché ho iniziato a lavorare con gli assessori regionali”. Ed ecco perché, probabilmente, ancora Di Maio non ha incontrato l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

E a proposito di reddito di cittadinanza, sul tema è intervenuto anche il ministro per gli Affari europei Paolo Savona durante il Question Time alla Camera: “Il governo sta lavorando a un modello di reddito di cittadinanza” compatibile con l’utilizzo dei “fondi strutturali europei di cui il fondo sociale è una componente”. “Se questo avesse un ruolo di mero sostegno al reddito”, ci sarebbero problemi di compatibilità, ma con “misure attive” come i comitati per l’occupazione, l’Fse “potrebbe sostenere tali misure”, ha concluso Savona.

Di Maio parla anche di “pace fiscale” dicendo che “significa saldo e stralcio, un meccanismo che dia tregua al cittadino inseguito dal fisco: noi vogliamo aiutare imprenditori e famiglie finite nel meccanismo persecutorio del fisco”. Sulla flat tax, sottolinea, “il nostro obiettivo è aiutare le persone escluse o ancor peggio che si sono sentite un po’ fesse, perché superate dai furbi che in realtà sono disonesti”.

In merito poi ai rapporti con l’Europa, il ministro pentastellato dice che ci sono provvedimenti Ue profondamente ingiusti e precisa: “Spero si possano modificare ai tavoli preposti, ma se continua un atteggiamento di prepotenza, allora è nostro dovere tutelare prima di tutto gli italiani”.