Digitale e bambini, i pediatri lanciano l’allarme: aumento di problemi di linguaggio, obesità e depressione
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La Società Italiana di Pediatria torna a parlare di bambini e digitale con dati aggiornati e raccomandazioni più stringenti. I nuovi dati e le nuove raccomandazioni, elaborate dalla Commissione sulle Dipendenze Digitali SIP, vengono presentate oggi al Senato agli Stati Generali della Pediatria 2025 dedicati al tema “Il bambino digitale”, in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente. L’iniziativa, promossa dal Senatore Marco Meloni, riunisce istituzioni, pediatri, psicologi, rappresentanti dei media e delle piattaforme digitali per riflettere su opportunità e rischi della crescita nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale.
I bambini dormono meno, si muovono meno, parlano meno, sono più ansiosi e soli. È questo il prezzo invisibile della vita digitale che entra troppo presto nella vita dei nostri figli e gli studi più recenti mostrano quanto questo “prezzo” sia concreto già dalla prima infanzia.
Secondo alcuni studi, sotto i 13 anni, anche un’esposizione superiore a un’ora al giorno può essere un fattore di rischio di obesità, mentre oltre due ore al giorno di schermo aumentano del 67% il rischio di sovrappeso negli adolescenti rispetto ai coetanei con esposizione inferiore, anche per effetto della sedentarietà e del marketing alimentare digitale.
L’esposizione precoce ai dispositivi digitali può interferire con i processi di apprendimento e linguaggio. Gli studi di neuroimaging mostrano modifiche nelle aree cerebrali legate all’attenzione e alla comprensione. L’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, favorendo deprivazione cronica di sonno.
Un uso intensivo dei dispositivi è correlato ad ansia, sintomi depressivi e minore autostima. Le adolescenti risultano più vulnerabili agli effetti della comparazione sociale e al “Fear of Missing Out”.
Una vera e propria dipendenza: l’uso problematico dello smartphone riguarda fino al 20% dei giovani, con alterazioni cerebrali simili a quelle osservate nelle dipendenze da nicotina. Aumentano i casi di affaticamento visivo, secchezza oculare e miopia precoce, aggravati dalla scarsa esposizione alla luce naturale.
Il problema del cyberbullismo e della violenza online che è in aumento anche tra i più piccoli: +26% tra 10 e 13 anni. Le vittime presentano un rischio triplo di ideazione suicidaria. L’esposizione a contenuti violenti o sessualmente espliciti aumenta aggressività e disagio emotivo. Inoltre l’esposizione precoce alla pornografia online è in aumento e si associa a comportamenti sessuali a rischio.
