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Disagi per lo sciopero nazionale dei taxi. Associazioni consumatori: stop per difendere “privilegi di casta”

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Un martedì 21 maggio difficile per chi ha bisogno di un taxi. Indetto lo sciopero nazionale con un’astensione dal servizio dalle 8 alle 22. A Roma la manifestazione autorizzata in piazza San Silvestro, dalle 11 alle 17. “E’ fondamentale la partecipazione di tutta la categoria a difesa del proprio lavoro, per contrastare l’uso illegittimo delle autorizzazioni da noleggio e salvaguardare la propria autonomia e indipendenza dalla schiavitù degli algoritmi e delle multinazionali”, spiegano le sigle Fast-Confsal taxi, Satam, Tam, Usb-taxi, Unica-Filt Cgil, Claai, Uritaxi, Uti, Unimpresa, Orsa-taxi, Ugl-taxi, Federtaxi-Cisal, Sitan Atn, Unione Artigiani. Uno stop che ha messo d’accordo praticamente tutti i sindacati e le sigle, tranne il 3570 di Loreno Bittarelli.

I motivi dello sciopero. I tassisti chiedono al governo regole certe per il settore: “La nostra non è e non deve sembrare una difesa corporativa, scenderemo in piazza anche a tutela dell’utenza – sottolinea il responsabile nazionale di Ugl taxi, Alessandro Genovese. – Oggi gli utenti possono contare, infatti, su tariffe certificate; domani, senza decreti attuativi adeguati e quindi senza regole, non è detto: se cresce la domanda di servizi taxi e Ncc gli algoritmi delle multinazionali vanno alle stelle; in situazioni di emergenza o per calamità naturali, i prezzi, come abbiamo visto, sono lievitati anche del 400%”.

Ma le associazioni di consumatori parlano di “sciopero inutile” che serve solo “a mantenere privilegi di casta”.  Questo il pensiero dell’Unione nazionale consumatori, mentre per il Codacons, “i cittadini non avvertiranno alcuna differenza rispetto a qualsiasi altro giorno della settimana perché i taxi sono già abitualmente introvabili nelle principali città italiane”. Per Assoutenti si tratta di uno “sciopero assurdo e immotivato”.

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