E’ Ivrea, il 54esimo sito Unesco italiano. Bocciate le Colline del Prosecco
2 min read
E’ Ivrea, il 54esimo sito Unesco italiano. La città ideale della rivoluzione industriale del Novecento che ha visto la nascita e l’affermazione dell’Olivetti, è ora un sito mondiale dell’umanità. Lo ha deciso la sessione, in corso nel Bahrain, che ha votato a favore della candidatura piemontese avanzata dall’amministrazione uscente di centrosinistra. Alla notizia dell’affermazione hanno dunque esultato il sindaco uscente, Carlo Della Pepa e quello appena eletto una settimana fa, Stefano Sertoli.
Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo”. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Alberto Bonisoli, nell’apprendere dell’iscrizione di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Esito negativo invece per le Colline del Prosecco che non raggiunge i 14 voti su 21 dei Paesi componenti del Comitato. Secondo quanto si apprende, si sarebbero espressi a favore della candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene 12 Paesi e dunque per due voti non è stato possibile avere l’iscrizione immediata.
Tuttavia non si tratta di una bocciatura piena, ma di un rinvio, una sorta di anticamera dell’iscrizione al prestigioso Registro Unesco. Questo risultato è stato ottenuto, su proposta della Tunisia e nonostante opposizione di Spagna e Norvegia, dopo due ore di dibattito, come mai si era visto prima in questa sede, e di pressing della commissione italiana interministeriale guidata dal sottosegretario agli Affari Esteri Guglielmo Picchi insieme all’ambasciatore Vincenza Lomonaco (rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unesco), che hanno condotto il negoziato internazionale per l’ambito riconoscimento Unesco sulle qualità paesaggistica e ambientale dell’area del Prosecco Docg.
Nella decisione finale, appena approvata, il Comitato dell’Unesco riconosce “le alte potenzialità del sito candidato, che ha elementi di unicità che devono essere meglio precisate. E invita l’Italia a presentare il prossimo anno il dossier con le correzioni richieste per l’iscrizione”.
