11/04/2021

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Egitto: niente libertà per Patrick Zaki. Amnesty Italia chiede al Governo azioni serie contro Il Cairo

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Niente libertà per Patrick Zaki. Nessuna giustizia per lui, solo il rancore di un’amministrazione, quella egiziana di Abdel Fattah al-Sisi che mostra ogni giorno, senza vergogna, al mondo intero, la sua vera faccia, deturpata dall’odio contro ogni forma di dissidenza.

La Corte d’assise de Il Cairo ha rinnovato di altri 45 giorni la detenzione in carcere, per il ricercatore egiziano all’Università Bologna, di cui è anche cittadino onorario. Il pessimismo dei suoi legali alla vigilia, è stato confermato da uno dei legali di Patrick, Hoda Nasrallah, che ha evidenziato come sia stata anche respinta la richiesta, presentata dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso.

Contro questa ennesima udienza farsa si è scagliato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia che via Twitter ha dichiarato: “Una cosa da fare subito: la Farnesina convochi l’ambasciatore egiziano per esprimere protesta e chiedere il rilascio di #PatrickZaki”

Poi intervistato dall’Ansa ha aggiunto: “Questo accanimento è sempre più crudele e la strategia dei giudici egiziani è palesemente quella di creare false aspettative: la volta scorsa, un’udienza a ridosso dell’anniversario dell’arresto aveva fatto sperare che 12 mesi di detenzione arbitraria, illegale e senza possibilità di difendersi avrebbero potuto bastare“.

“Questa volta, un’udienza fissata in anticipo rispetto alla scadenza dei 45 giorni disposti a inizio febbraio, col padre di Patrick ricoverato in ospedale, avevano fatto credere in un gesto, se non di giustizia, almeno di umanità. La risposta delle autorità egiziane è stata chiara: altri 45 giorni di carcere. Che ora devono essere riempiti, da parte del governo e delle altre istituzioni italiane, di azioni serie e concrete nei confronti del governo del Cairo”, ha concluso Noury.

Secondo Amnesty International Italia: “a causa della diffusione del Covid-19 anche in Egitto per Patrick, così come per altre decine di migliaia di detenuti egiziani, le preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria sono fortissime. Riteniamo che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media”.

Tante le reazioni del mondo politico italiano tra cui quella dell’ex presidente della camera Laura Boldrini: “ No alla richiesta di cambiare i giudici. No alla liberazione. Sì ad altri 45 giorni di detenzione per #Zaki, dopo 14 mesi di ingiusta prigionia. L’Italia gli dia la cittadinanza e mandi un segnale all’Egitto. I diritti umani non sono negoziabili. I diritti umani prima di tutto”, twittato.

Al suo, si unisce anche il cinguettio del dem Piero Fassino: “Altri 45 giorni di detenzione preventiva a #PatrickZaki, è la quinta volta consecutiva che si infligge una pena senza sentenza. Una violazione dei diritti umani non più tollerabile e che non è solo un problema italiano. Serve un’azione dell’UE e della Comunità internazionale.

Secondo l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale): “la questione riporta in primo piano le contraddizioni delle relazioni con un paese ormai tristemente noto per le sistematiche violazioni dei diritti umani. Oltre all’Eni, e alla partita sul gas nel Mediterraneo Orientale si aggiungono circa 130 aziende italiane che operano in Egitto e producono 2,5 miliardi di dollari, oltre ad importanti commesse militari. Dalla morte di Giulio Regeni ad oggi, l’Italia e l’Egitto hanno visto aumentare il loro giro d’affari, nonostante – sulla carta – siano schierati su fronti contrapposti nel vicino scenario libico”.